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Cronaca

IL CASO/ Se Bartali salvò l'Italia, Nibali sbloccherà le riforme?

Vincenzo Nibali (Infophoto)Vincenzo Nibali (Infophoto)

E qui arriva, secondo la leggenda, Gino Bartali, il cattolicissimo toscano, che i francesi chiamavano, non senza ironia volterriana, “le Pieux”, Gino il Pio. Che il giorno dopo il 14 luglio va in fuga, nella tappa Cannes-Briançon, passa per primo sul mitico Izoard, riduce a un minuto il distacco da Louison Bobet. Nei giorni successivi Bartali agguanterà la maglia gialla a Louison Bobet e non la lascerà più fino a Parigi. Aveva vinto dieci anni prima, nel 1938. La sua epica giornata catalizzò l’attenzione dell’Italia, dal Parlamento in giù, distraendola dalle tensioni da pre-guerra civile. Così la leggenda.

Tre protagonisti del 15 luglio 1948: Gino Bartali, De Gasperi, Togliatti… E oggi? Vincenzo Nibali, Renzi, Grillo, Berlusconi… Dalle grandi passioni alle “passioni tristi”? Nooo! Troppo facile e troppo inutile cadere nella tentazione della nostalgia. Quanto ai ciclisti: i grandi campioni dell’epoca usavano biciclette antidiluviane, non facevano i massaggi la sera, non sapevano cos’era un frequenziometro, ma ingollavano dei micidiali beveroni, sulla cui composizione è sempre stata mantenuta una rigorosa discrezione. Chi aveva il “fisico bestiale” per assimilarli vinceva, gli altri facevano i gregari. Con il passare degli anni la composizione chimica dei “beveroni” si è fatta più scientifica e più potente. E’ stato calcolato che all’epoca di Bjoerne Rijs, di Pantani, di Amstrong il Nibali senza Epo sarebbe arrivato ventesimo sull’Izoard. Meglio oggi, dunque!

Quanto ai politici… La nostalgia, qui, è lecita. Il merito di aver sedato le piazze il 15 luglio 1948 fu di Togliatti, in primo luogo, e di De Gasperi, che mostrò assai più intelligenza di Mario Scelba, il ministro dell’Interno, maniaco dei caroselli della Celere. Ma neppure i politici di adesso si illudano che basti una vittoria sportiva per far "cambiare verso" né per far cessare la pacifica guerra civile a bassa intensità che percorre il Paese da anni, e che essi hanno per primi innescato e sulla quale hanno investito.

Forse Nibali sarà ricevuto a Palazzo Chigi. Potrà dare un solo consiglio a Renzi: pedalare, pedalare, pedalare...

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