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VACANZE DEL GUSTO/ Le specialità del Piemonte, tra casale Corte Cervo e il Castello di Sinio

In attesa delle vacanze estive PAOLO MASSOBRIO ci guida alla scoperta delle specialità culinarie del Piemonte, tra casale Corte Cervo e il Castello di Sinio

 Denise Pardini Denise Pardini

Un amico. Ma voi ce l'avete un amico? L'amico è quello che chiama sul cellulare al sabato e la domenica, ed è come se partecipasse alla festa del tuo riposo. E in vacanza c’è sempre, anche se non è lì con te. Non scrive su facebook l'amico, o anche sì.

Io ho un amico che è di poche parole, di origine contadine, come le mie. E scrive canzoni. L'ultima “Stasera ho bisogno” me l'ha mandata via e mail e mi ha commosso, come quando Bruno Lauzi, un lunedì di Pasquetta di tanti anni fa mi chiese di sedermi con lui sull'auto, mentre gli altri preparavano la griglia. E mi fece sentire i brani di un suo cd, “Il dorso della Balena”, che aveva dentro un grido: “Ho incontrato Dio sulle spiagge di Rio”. Abbiamo bisogno di musica, di poesia, abbiamo bisogno di sguardi. Alcide, il mio amico, quest'anno mi ha folgorato col suo sguardo, quando ci siano visti dopo la notizia di una malattia grave di un nostro caro amico. Mi ha guardato con un mezzo sorriso, con uno sguardo che diceva tutto: “Ma che mistero è la vita”. E bisogna trapassarlo il mistero per dire “ho bisogno”.

“Il nostro cuoco se n'è andato”, mi ha detto Giorgio davanti al sagrato della mia chiesa, al quartiere Feltre di Milano, a giugno, mentre salutavamo Jack. Ed io ero inebetito di sconforto, ma anche di tenerezza, come quella volta con Lauzi, oppure come quando apprendo che l'altro mio amico ce la sta facendo. E tutto sembra un miracolo. Mauro, a Riccione si è seduto sul gradino con me, per confidarmi che avrebbe portato il suo gelato nel mondo. Lui faceva il gelato a Morbegno, coi fichi, con le cose buone della sua valle.

Pochi giorni fa un infarto ce lo ha portato via, magnifico gelatiere di 53 anni. E mi piace pensare che il conte Riccardi e Giacu Bologna, i miei maestri di gusto che non ci sono più, gli abbiano chiesto un cono. Perché il compimento è una cosa del genere, penso: è la stima assoluta, nella pace dell'Essere. L'estate è partita zoppa, con rovesci che hanno del clamoroso e cominciano a minacciare anche l'uva della vendemmia che verrà. Quand'ero bambino la pioggia era come una musica, quasi una sorpresa. E cercavi i rifugi più strani, fuori da casa, che mai avresti trovato col sole. Una giornata non è brutta o bella se c'è il sole o la pioggia. Dipende se ci sei tu. Si può andare in vacanza nei posti più belli del mondo e passare tanto tempo mettendoci dentro un poco di noia. Nel tempo, qualunque esso sia, ci devi essere invece tu.