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CRISTIANI PERSEGUITATI/ Ferrara e Massoneria, oltre al "problema culturale" c'è di più...

Gli appelli a difesa dei cristiani perseguitati sono pochissimi, ma, dice FEDERICO PICHETTO, rischiano di distogliere dal vero significato del cristianesimo

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Nelle ultime settimane le prese di posizione a favore dei cristiani perseguitati si sono moltiplicate. Oltre alla veglia organizzata da Giuliano Ferrara a Roma sotto la sede del Foglio e ad un inequivocabile editoriale in prima pagina sul Corriere di Galli della Loggia, perfino la Massoneria, il Grande Oriente d’Italia – per bocca di Claudio Bonvecchio – ha lanciato un appello affinché l’Occidente si mobiliti per porre termine alla carneficina dei seguaci di Cristo dilagante in tutto il mondo arabo. 

Singole vicende inoltre – come quella della giovane Meriam – restituiscono l’esatta portata del dramma che centinaia di persone stanno subendo a causa della loro fede proprio in questo stesso istante. Eppure, nonostante tutto ciò, né l’Occidente concretamente si muove, né questi appelli sembrano cogliere il punto centrale del problema. Infatti, per Galli della Loggia, noi europei facciamo sempre più fatica a sentirci cristiani e, quindi, a percepire significativo per ognuno di noi il dramma di tanti nostri fratelli al di là del Mediterraneo. 

L’Europa, prosegue l’intellettuale, considera la religiosità monoteista come qualcosa di primitivo o di intimistico, vivendo invece con vera paura la forza e la capacità finanziaria del mondo islamico. Bonvecchio, di contro, iscrive il suo appello nell’esigenza che nessun Stato discrimini gli esseri umani per alcun motivo, soprattutto per il proprio credo religioso. Il risultato è che la persecuzione dei cristiani viene descritta come un fatto umanitario o politico, una questione di “salvaguardia della specie” o di odio per le istanze ideologiche di cui essi si fanno portatori. Su quest’ultima linea si colloca anche l’Elefantino che, come sempre, non riesce ad andare oltre l’aspetto culturale del fenomeno. 

In realtà c’è molto di più: il cristianesimo, infatti, sorge nella storia come la negazione del potere del mondo in favore della Signoria di Cristo. Per un cristiano il centro del proprio affetto è una Presenza che lo investe a tal punto da diventare il motore delle proprie azioni e delle proprie scelte. Quando uno incontra Cristo non desidera altro che reincontrarLo e seguirLo dentro i meandri della storia, ovunque Egli voglia dirigersi. 

La persecuzione, pertanto, è connaturale al cristianesimo in forza della sua pretesa profetica di essere oltre il potere e le forme di questo mondo, al servizio di un potere che è Amore e che non determina il valore del singolo in base a connotati fisici, morali o giuridici, bensì solo in forza del suo stesso essere voluto e desiderato da un “Altro”. Nessuna società potrà mai, quindi, sopportare un cristiano. Egli, con gli occhi purificati dal Battesimo, non potrà smettere neppure un istante di rendersi conto del limite di ogni politica, di ogni civiltà, di ogni sabato sera e di ogni amore che nasce sotto il cielo di questo pianeta. Essere generati alla fede significa, pertanto, essere generati all’inquietudine, alla percezione del dolore, del dramma, della finitudine e del tormento del genere umano. 

Una presenza che sente questo, una presenza che si strugge per il nulla che incombe su ogni bacio, su ogni carezza e su ogni idea degli uomini, è una presenza insopportabile, una presenza da eliminare e distruggere. L’A Diogneto, apologia scritta agli albori dell’epoca patristica, definisce i cristiani come l’anima del mondo, come la propria coscienza. I cristiani impediscono al mondo di far finta che tutto vada bene, ne alimentano l’insonnia e la memoria, restituendo ad ogni uomo il bisogno intimo e inestirpabile di amare e di essere amato davvero e per sempre. Capite perché gli appelli degli intellettuali di casa nostra non sortiranno mai alcun effetto? Per il semplice motivo che coloro che dovrebbero muoversi a difesa dei cristiani stanno, in questo stesso momento, perseguitandoli con le loro leggi e le loro “evoluzioni democratiche”. 

Appartiene quindi al sogno perverso di uno stato cristiano l’ideale che i cristiani non siano perseguitati, ma onorati e promossi. L’imperatore Teodosio, circa millesettecento anni fa, ci fece questa cortesia, ma ad un prezzo altissimo: la connivenza e la collaborazione con la romanitas, il disperdersi della portata radicale e sovversiva della fede. Funzionò. Ma furono molti a lasciare le città e i villaggi per dar vita a quelle esperienze monastiche che divennero per tutto l’Oriente e l’Occidente un monito severo a non dimenticare la pretesa irriducibile che il rapporto con Cristo aveva introdotto nella loro vita. 


COMMENTI
12/08/2014 - cristiani e no (Ma BA)

Voi cristiani credenti seguite la vostra fede e quindi opererete di conseguenza. Noi, come il sottoscritto che non appartiene a nessuna confessione religiosa, ma facciamo parte di una società che è cresciuta su valori ereditati dal cristianesimo, crediamo che di fronte al problema costituito dalla minaccia di un islamismo radicale assai più radicato di quel si vuol credere, che non cerca il dialogo bensì la nostra "eliminazione" anche fisica, dobbiamo attrezzarci a combatterlo anche con strumenti concreti e potenzialmente "violenti". L'esempio di Hitler mi pare piuttosto calzante.

 
30/07/2014 - "Servi inutili", ma ....lieti! (Luigi PATRINI)

Concordo anch'io con Crippa. L'articolo dice cose vere, nondimeno occorre operare da "servi inutili", che si dicono tali dopo aver fatto "tutto quello che vi è stato ordinato" e quando possono dire con certezza "Abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (Lc. 17, 10). Dobbiamo dunque fare tutto come se dipendesse da noi, sapendo bene che ad operare è un Altro, che si serve di noi per tessere il Suo Disegno: rispettando la nostra Libertà, che ci rende simili a Lui! La libertà non è il capriccio, ma l'adeguarsi LIETAMENTE (cioè "volentieri", da esseri "volenti", che, proprio perché "volenti", agiscono "volentieri", cioè "con piacere" e con gusto). Questa è la vera libertà. Non possiamo non essere liberi; "la Parola del Signore è verità e libertà la Sua legge": abbiamo l'obbligo di essere liberi! Il Cristianesimo è davvero vertiginoso, vertiginoso e pieno di fascino. Per questo vale la pena di ri-decidere ogni giorno di restare cristiani. La libertà è un dono enorme: "il più grande dono che il cielo ha fatto all'uomo!"

 
30/07/2014 - Preghiera (LUISA TAVECCHIA)

Condivido in toto il commento ddel Sig. Crippa. Aggiungo che oltre al gesto concreto noi cristiano abbiamo una potente arma: la PREGHIERA. grazie luisa

 
30/07/2014 - Un aiuto concreto dobbiamo offrirlo (Giuseppe Crippa)

Grazie per questo splendido pezzo che ci ricorda chi siano davvero i cristiani! Resta però il fatto che la sofferenza dei nostri fratelli nella fede non deve rimanere inascoltata. Gli intellettuali si producano pure nei loro appelli ma noi, gente comune, facciamo qualcosa, per esempio sostenendo “Aiuto alla Chiesa che Soffre”, la Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2013 ha sostenuto 5.600 progetti in 140 Paesi. La sua attività è visibile nel sito www.acs-italia.org