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GIORGIO FALETTI E' MORTO/ "Perché a 20 anni mi facevi ridere, e ora mi fai pensare?"

Pubblicazione:sabato 5 luglio 2014

Giorgio Faletti (1950-2014) (Infophoto) Giorgio Faletti (1950-2014) (Infophoto)

Al dolore, se è vero, se c'è, se è come un muro, gli puoi urlare contro, lo puoi prendere a cazzotti, puoi prenderlo a picconate con l'aiuto di un amico; magari puoi anche appoggiarci una scala e andare oltre, o metterci le spalle contro e piangere con le ginocchia che si piegano. Ma ci vuole un dolore, un muro, non l'ombra del dolore o del muro. L'ombra di un muro, la paura di un dolore che non vedi, come la scavalchi, come l'abbatti, come ti ci appoggi? Ha ragione Giorgio: è un'agonia aspettare la botta. Preferisco i lividi, qualcuno me li accarezzerà. L'unica cosa buona del dolore, è che arrivi tu, che arriva qualcuno. Ecco perché i Mi piace crescono. Perché sotto quel muro ci siamo tutti. E se siamo in tanti fa meno paura.



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COMMENTI
07/07/2014 - narrazione e verità (Paola Baratta)

E' esperienza comune che le storie nascondano le intime verità dell'uomo. Vale per il mito, per le fiabe, per le parabole, i racconti e i romanzi che hanno la capacità di toccare realtà che alla saggistica - doverosamente astratta e pensata per "esperti del settore" - sono precluse. Mi sembra che questo articolo di don Mauro Leonardi ben riesca a dimostrare questa realtà: perchè partendo dalla parabola umana di una vita (di Giorgio Faletti) in relazione con la propria, si tocca il tema del dolore e della sua relazione con la solitudine e, viceversa, con l'amicizia. Arrivando a farci comprendere quanto non sia tanto insopportabile il dolore in sè, per quanto terribile e incomprensibile, ma la paura e il fantasma del dolore che ci chiudono in una spirale di solitudine e incomunicabilità. A volte il dolore vero ti fa sentire davvero vicine le persone: cioè è esperienza anche d'amore e d'amicizia. invece la paura del dolore, i pensieri dolorosi sono delle prigioni senza via d'uscita. Centrale allora rimane la relazione con i vicini, con i lontani con Dio che in ogni situazione della vita non ci fa mai sentire l'ombra della sofferenza senza senzo e senza consolazione.