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Cronaca

IL CASO GIOTTO/ Elvin, il carcere e quei segreti "rubati" per diventare grandi pasticceri

Il referendum popolare tenutosi su sondaggi.gastronauta.it, ha decretato che la pasticceria migliore di tutta Italia è la pasricceria Giotto del carcere di Padova. EUGENIO ANDREATTA

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«I dolci del carcere di Padova sono buonissimi? Certo, hanno tutto il tempo per realizzarli con calma». Il Gastronauta Davide Paolini si permette una battutaccia. Siamo a Curtarolo, in provincia di Padova, nella sede dei Molini Agugiaro & Figna, azienda partner del referendum che il critico gastronomico più celebre d’Italia ha indetto a fine 2013. Qual è la migliore pasticceria della penisola? La risposta è stata affidata al pubblico, che si è espresso online sul sito sondaggi.gastronauta.it. E a trionfare è stata proprio la Pasticceria Giotto del carcere patavino, che alla fine l’ha spuntata su Golosi di Salute di Alba, guidata da Luca Montersino, e Mulas Pasticceria Artigiana di Dorgali.

La battuta di Paolini ha il suo fondamento. «Il livello del laboratorio padovano è molto alto. Qui l’apprendistato è lungo, con i detenuti al fianco dei maestri artigiani, come lunghi sono i tempi di realizzazione dei prodotti, ad esempio la lievitazione dei panettoni e delle colombe». Sugli esiti del  referendum poi il Gastronauta non ha dubbi: «Si è rivelato un grande successo, abbiamo registrato una valanga di voti, la competizione è stata aperta fino all’ultimo. Lo testimoniano i pasticceri qui convenuti, che vengono da ogni parte d’Italia». Nella sede di Agugiaro infatti erano presenti alcune tra le migliori pasticcerie italiane, Dioniso Caputo di Altamura, Bottega Bocca di Dama e Attilio Servi di Roma, Dolci Intuizioni di Marco Vacchieri di Rivalta di Torino e la amalfitana Pasticceria Pansa di Andrea Pansa.

Un bel riconoscimento per i detenuti pasticceri. «Sì, ma questo premio», puntualizza il presidente di Officina Giotto Nicola Boscoletto, «è prima ancora un riconoscimento al sistema Padova, una città in cui profit e non profit sanno collaborare per ottenere i risultati migliori, pubblico e privato lavorano assieme. Ma anche il sistema Italia può dire la sua in Europa e nel mondo: penso al modello delle cooperative sociali che operano nelle carceri, che di recente è stato additato ad esempio e adottato come modello dal Brasile».