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Cronaca

OPPIDO MAMERTINA/ Video, la figlia del boss: nessun "inchino", è tutto falso

La processione incriminata: il parroco di Oppido Mamertina è il cugino del boss della 'ndrangheta davanti alla cui casa è stata fatta inchinare la statua della Madonna

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"Ma quale 'ndrangheta? E' tutta una montatura". A parlare è Domenica Mazzagatti, figlia del boss Giuseppe condannato all’ergastolo per omicidio e associazione mafiosa. Sotto la sua abitazione a Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria, la processione di domenica scorsa ha sostato per mezzo minuto per far inchinare la statua della Madonna. "Non è vero che la Madonna ha fatto l‘inchino alla casa di mio padre - ha detto la figlia del boss, le cui parole sono riportate da Il Fatto Quotidiano - Voglio parlare con il ministro Angelino Alfano e con Rosy Bindi. Mio padre e i miei fratelli sono innocenti. Sono orgogliosa di loro. Il Signore chiede vendetta".

Continua a suscitare polemiche e code di varia natura l'episodio della processione ad Oppido Mamertina. Come riportato ieri, durante la processione, la statua della Madonna è stat affatto fermare davanti all'abitazione di un boss mafioso locale, suscitando l'indignazione die carabinieri presenti che hanno abbandonato la processione stessa. Adesso si viene a sapere che il parroco di Oppido, don Benedetto Rustico, è cugino del boss stesso, Peppe Mazzagatti. Ma non finisce qui. Come documenta il video qui allegato, durante la messa il parroco invita un giornalista presente in chiesa con la telecamera a uscire: siamo nella casa del Signore, non fate pagliacciate dice. E' un giornalista del Il Fatto Quotidiano Quindi dall'altare prosegue: "Vi invito a prendere a schiaffi il giornalista che è in fondo alla chiesa". E così accade, con il giornalista fatto uscire dalla chiesa. A lato di tutto questo, le dichiarazioni del sindaco che dicono che quell'inchino in quella strada si fa da sempre e non perché ci abita un boss mafioso: «Si fa così da sempre e in quella strada ci abita il boss, è vero, ma ci abitano anche tante famiglie perbene».

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