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PROCESSIONE MAFIOSA/ Ecco perché Cristo diventa un feticcio

Pubblicazione:martedì 8 luglio 2014

La processione dell'Affruntata, in Calabria (Immagine d'archivio) La processione dell'Affruntata, in Calabria (Immagine d'archivio)

Sono domande scomode queste, domande che mettono in discussione un intero sistema di pericolosa commistione tra apparati statali e forze ecclesiastiche. Tuttavia non si può di giorno chiedere allo Stato di promuovere la fede cattolica e poi, di notte, vietargli di proferire parola su una Processione. E d'altro canto non è possibile che "le cose di Dio" siano usate dalla malavita organizzata con il beneplacito di molti preti e di qualche vescovo: il potere infatti non è – e non sarà mai – l'espressione della Chiesa nella storia. La Chiesa non ha bisogno di potere, ma ha bisogno di libertà. 

In molte zone dell'Occidente l'avvenimento cristiano è stato ridotto a fattore culturale, un fattore che ha preso le forme delle tradizioni e dei costumi di quella zona finendo per perdere tutta la sua portata sovversiva e destabilizzante: Cristo è stato così ridotto a un'immagine – a un feticcio – alla mercé del potere e delle logiche di una determinata cultura. Ne emerge, paradossalmente, un ruolo marxista della religione, dove la fede sembra diventare una sovrastruttura dell'economia e un surrogato della mentalità dominante.

Infine – fattore numero tre – è interessante cercare di capire da dove provenga una simile attrattiva per il potere, lecito o illecito che sia. Certamente il fatto che "il potere" sia una delle prerogative di Dio determina fortemente il fascino che l'uomo prova per il suo esercizio. Tuttavia c'è qualcosa di più profondo che alberga in ognuno di noi e che ci porta a scendere a patti con prassi e mentalità che, in linea di principio, aborriamo. Si tratta della tentazione a ricercare ciò che compie e rende grande la vita in ciò che da sicurezza, controllo, assenza di preoccupazione. Avere potere – in famiglia come tra gli amici – ci risparmia un sacco di fatica, ma soprattutto ci risparmia il dramma di incontrare noi stessi, di domandarci che cosa realmente ci tenga in piedi, che cosa davvero può saziare la nostra fame e la nostra sete di bene. 

Al di fuori di questa posizione, per certi versi così elementare, la legalità rimane solo un valore morale che la Repubblica deve difendere. Mentre – invece – la legalità non è altro che l'esito di un cuore pulito o, come ama dire il Papa, "non corrotto" dall'ingordigia del possesso e del dominio. Facili illusioni che possono portarci molto in alto e molto oltre i nostri limiti ma che, quando si spengono, lasciano un tragico vuoto facendoci diventare preda del nuovo padrone di turno. 

Cristo è venuto sulla terra per liberare l'uomo, per liberarlo – nella sua intima natura – dal potere del male. Sta a noi, ogni giorno, scegliere se ci interessa di più il Suo amore o il nostro potere. È una scelta che si gioca dentro tutto, anche dentro una banalissima processione.



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COMMENTI
08/07/2014 - è stata penalizzata un intera comunità (vincenzo ioculano)

Venite a Oppido Mamertina per toccare con mano la vera realtà è il vissuto che c'è in questa città, anche sede vescovile. Una piccola pioggerella l'hanno fatta diventare un uragano

 
08/07/2014 - commento (francesco taddei)

finalmente la cortina di fumo è stata tolta. smettetela di fare gli ipocriti. è stata una dimostrazione di chi comanda. e non saranno le carezze francescane o i rimproveri delle istituzioni a cambiare questa realtà.