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ETEROLOGA/ Il giurista: Tesauro vuole scavalcare il Parlamento, ma non può

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Sicuramente. Il ministro Lorenzin ha ragione perché da un lato c’è la necessità di aggiornare le linee-guida, dall’altra alcune questioni si possono definire con un decreto che in seguito potrà essere convertito in legge. Ma soprattutto ha ragione il governo Renzi a rimettere questa materia al Parlamento, in quanto c’è un tema estremamente delicato che è quello dell’anonimato del donatore. Questo è un tema che in nessun Paese europeo è stato regolamentato con sentenze, bensì sempre con leggi del Parlamento. Questo fatto dovrebbe far riflettere il professor Tesauro, che è un importante giurista e presidente della Consulta, ma anche tanti altri giuristi che a volte sono anche interessati, e penso agli avvocati dei centri di fecondazione artificiale.

 

Su che cosa dovrebbe far riflettere?

Dovrebbe far riflettere sul fatto che non si può certo decidere l’anonimato a colpi di sentenza. Tanto è vero che in tutti quei Paesi nei quali è stato deciso l’anonimato del donatore, dopo pochi anni sono tornati indietro e hanno stabilito il diritto inalienabile di chi nasce a conoscere le proprie origini biologiche. In quei Paesi si era aperto un contenzioso enorme, perché chi nasceva dall’eterologa prima o poi ne veniva a conoscenza e voleva sapere chi era il genitore biologico. Ormai il trend europeo, ma ormai anche nordamericano, è quello di ritenere che il diritto a riconoscere le origini biologiche sia inalienabile. Così come succede del resto nella legge sull’adozione, anche italiana, che di recente è stata modificata per consentire ai figli adottivi di conoscere anche i genitori biologici.

 

(Pietro Vernizzi)



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