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Cronaca

IRAQ/ L'amore di Francesco e l'ideologia di Ferrara & co.

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Tanto ardore, in coloro che combattono con la penna sulle spalle di altri, non tiene evidentemente conto che un Pontefice romano non può dire ciò che vuole. Ratisbona docet. Il ché non vuol dire che il Papa vilmente arretri di fronte alla minaccia dell'islamismo radicale, tacendo. Né tanto meno che non si stia attivamente adoperando per la difesa dei cristiani in Iraq. Chi è guida spirituale di un miliardo di persone deve usare cautela e non può certo offendere la fede di un altro miliardo di persone. Se lo facesse sarebbe un irresponsabile. L'avversario che i giornalisti con l'elmetto vogliono fargli proferire non può essere l'islam ma le sue deformazioni. In caso contrario sorge il sospetto che non si voglia salvare i cristiani ma solo utilizzarli come vittime sacrificali per legittimare l'odio tra i popoli e le religioni.

Al di là di ciò, quello che rende questa polemica "indecente" è, comunque, il fatto, come hanno sottolineato Fulvio Scaglione ("Anche sui cristiani dell'Iraq c'è silenzio e silenzio", Famiglia cristiana, 10 agosto 2014) e Massimo Faggioli ("Il silenzio di Papa Francesco e la cattiva coscienza dei cattolici neo-con", Huffingtonpost.it 11 agosto 2014), che chi oggi accusa il Papa di silenzio sul destino dei cristiani in Iraq – in primis Ferrara – sia stato, nel 2003, tra i principali fautori della guerra di Bush contro l'Iraq di Saddam Hussein. Cantori di una guerra che ha portato all'esodo di più di mezzo milioni di cristiani iracheni e alla distruzione di una Chiesa bimillenaria il cui destino, tragico, si sta consumando proprio in questi giorni. Sono gli stessi che, allora, tuonarono contro Giovanni Paolo II, fermo ed intrepido nell'opporsi alla guerra che doveva portare al "nuovo ordine mondiale", accusandolo di irrealismo. Sono gli stessi che oggi oppongono la dottrina dell'ingerenza umanitaria di Wojtyla allo spirito imbelle di Bergoglio dimenticando e tacendo il fatto che allora proprio loro lasciarono solo il Papa polacco che chiedeva pace e non guerra. Sono gli stessi che svuotarono il messaggio del Papa, ora interpretandolo come un'esortazione "spirituale" e non politica, ora presentandolo non come un "pacifista" ma, stravolgendo interamente le sue dichiarazioni, come un "Papa soldato". 

La storia, come sappiamo, ha la memoria corta e tuttavia coloro che hanno applaudito, nel 2003, l'intervento militare con il disastro che ne è conseguito dovrebbero avere, ora, il pudore di tacere e non di ergersi, ancora una volta, a paladini dell'Occidente cristiano contro il Papa di turno. Coloro che si opposero a Giovanni Paolo II, a favore di Bush e del potere mondiale, non possono oggi richiamarsi a Papa Wojtyla contro Papa Francesco. È una questione di decenza. Adesso, proprio a causa delle scelte compiute dieci anni fa, un intervento militare appare ineludibile per salvare cristiani ed islamici dalla furia assassina di uomini senza volto. Un intervento che non sarebbe stato necessario se il nuovo ordine mondiale imposto dall'amministrazione Bush, tanto caro a suo tempo a Ferrara, non avesse generato, in questi anni, un disordine senza precedenti.

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COMMENTI
13/08/2014 - Francesco (Paolo Gasparini)

Tutti i Papi dell'ultimo secolo sono dei santi. I santi sono umili. L'umile non si arroga l'ufficio di correttore o editore della mail di Dio. Allora, essi ci invitano a guardare tutto il quadro, prendendo seriamente Dio e il diavolo, la povertà e la sessualità, i peccati della destra e della sinistra. Se questo non è prendere seriamente il relativismo morale, cos'altro è?

 
13/08/2014 - Antonio Socci e il Papa (Vincenzo Placella)

Caro Antonio, sono profondamente rattristato dall'ultimo tuo intervento su Papa Francesco. Il post-Angelus di domenica 10 è stato veramente vibrante di dolore e di solenne condanna per i Cristiani perseguitati ed uccisi in Iraq. Il Papa ha inoltre inviato un cardinale come suo rapprese tante personale inquella terra.. Ricorderai, dai numerosi messaggi che ti ho inviato, specialmente dopo la dolorosa e splendida vicenda di tua figlia Caterina, con la forte partecipazione di tutta la mia famiglia, con preghiere e offerta di sacrifici e dolori. Ti ripeto qui la grande ammirazione per la tua costante coraggiosa e generosa testimoninanza per la Verità che abbiamo avuto modo di apprezzare anche attraverso i tuoi libri, che abbiamo letto tutti e acquistati in molte copie regalandole a parenti, amici e conoscenti. Ma questa volta non siamo con te. Il pricipio della correzione fraterna mi ha spinto a scriverti. Un abbraccio e un caro saluto alla tua famiglia, in particolare a Caterina. Vincenzo Placella già professore ordinario Università di Napoli L'Orientale

 
12/08/2014 - Pre fortuna c'è il Califfo_3 (loris SOleri)

Le lacrime sono mancate per le decine di guerre che gli Stati Uniti hanno sferrato contro l’Iraq perché altrimenti Israele non si sentiva tranquillo, portando il Paese all’età della pietra e alla guerra civile permanente, un milione di morti dopo: da Bush padre a Clinton, da Bush figlio ad Obama... Operation Desert Shield; Operation Desert Storm; Operation Provide Comfort I and II; Operation Southern Watch; Operation Desert Strike; Operation Northern Watch; Operation Desert Fox; Operation Southern Focus; Operation Iraqi Freedom; Operation New Dawn, fino alla attuale Operation «Humanitarian» di Obama. Sotto Saddam Cristiani e Yazidi potevano vivere. Poi siamo arrivati noi. Come siamo umani, noi occidentali. Come siamo teneri.

 
12/08/2014 - per fortuna c'è il Califfo_2 (loris SOleri)

Abu Bakr Al Baghadi, il califfo: «Abu Bakr» fu il nome del primo califfo dopo Maometto, ed è chiaramente un nome inventato per suggestionare. Secondo Snowden, e l’intelligence iraniana, il suo vero nome è Elliot Shimon, figlio di padre e madre ebrea, addestrato in guerra psicologica contro le società arabo-islamiche, oltreché in arte militare, teologia islamica ed oratoria-retorica islamista dal Mossad. In altri periodi della sua vita l’hanno chiamato «Emir Daash» (dalla sigla dell’ISIS in arabo), in altri, ha avuto il nome di Ibrahim ibn Awad ibn Ibrahim Al Al Badri Arradoui Hoseini. Gli americani gli hanno fornito un passato giusto, detenendolo per qualche tempo (le date sono incerte) a Camp Bucca, la più vasta prigione che le forze occupanti USA hanno gestito in Iraq (l’hanno chiusa nel 2009), presso la frontiera col Kuwait. Israele e il Califfo hanno lo stesso nemico: gli sciiti, Iran, Assad, Hezbollah.È una sorprendente coincidenza? Basta aver dimenticato, come i giornalisti, le foto del maggio 2013 in cui il senatore McCain posava con i bravi ribelli anti-siriani,molti dei quali – oh sorpresa – oggi militano nell’ISI e stanno col Califfo Al-Mossad. Era andato a trovarli nelle retrovie, e s’era felicitato con loro. I media plaudono all’intervento umanitario di Obama in Iraq, mentre nel Donbass, dove il regime di Kiev compie una strage nel silenzio dei media ed è in corso una catastrofe umanitaria voluta e favorita dagli americani, un intervento umanitario russo è vietato.

 
12/08/2014 - per fortuna c'è il Califfo (loris SOleri)

Per fortuna è apparso il Califfo. Un musulmano più cattivo degli israeliani, che compie più atrocità di Sion e del glorioso Tsahal. Seppellisce vivi bambini yazidi, uccide cristiani. Anzi, peggio: «Abu Bakr al-Baghdadi ha dato ordine di infibulare tutte le ragazze e le bambine presenti sul suolo iracheno». Mette in pericolo la Cristianità (di cui i media scoprono improvvisamente l’esistenza minacciata) e le «conquiste delle donne», stringe nella reazione alla minaccia la Bonino e Socci, unifica la Boldrini non meno dell’ateo devoto neocon Giuliano Ferarra – nello stesso raccapriccio. Tutto l’occidente unito. Che ha dimenticato (o non voluto sapere) che la truppa dello ISIS è finanziata ed armata dai sauditi ed è stata addestrata da istruttori americani per distruggere il regime di Assad in Siria, e che ha recuperato Humvee, carri armati e artiglieria mobile Made in USA con il suo assalto di sorpresa alle truppe irachene: sùbito la Casa Bianca, invece di prendersela con i tagliagole, ha messo sotto accusa il premier iracheno Al Maliki di cui cerca di provocare la caduta. I giornalisti non hanno visto gli articoli dove Edward Snowden, l’ex analista della National Security Agency, lo spifferatore dei loschi segreti americani, ha spiegato che per creare lo ISIS ci si sono messi in tre, « the British and American intelligence and the Mossad worked together to create the Islamic State of Iraq and Syria (ISIS)» per «creare un’organizzazione capace di attrarre tutti gli estremisti»

 
12/08/2014 - Analisi incompleta e confutata dai vescovi in Iraq (Andrea Tedesco)

Bush si illuse di esportare la libertà e la democrazia come antidoto al terrorismo islamico, dopo un attacco responsabile della morte di 3000 persone. Sorprende che in questo contesto non vengano menzionati Obama e i suoi ripetuti errori, la sua appartenenza più evidente ai globalisti del "nuovo ordine mondiale". Forse perché anche Obama chiama l'islam "religione di pace" ed evita ogni riferimento all'islam quando parla di terrorismo islamico? Borghesi descrive gli attacchi dell'ISIS in nome dell'islam, come "furia assassina di uomini senza volto", usa il termine "islamismo radicale", non "islam radicale", cercando di evitare di alludere all'islam come problematico in sé, e dichiara: "L'avversario non può essere l'islam, ma le sue deformazioni". L'islam è considerato "religione di pace", i terroristi islamici uno sparuto gruppetto di "islamisti radicali" che avrebbero deformato il messaggio di pace del Corano. Perché Borghesi accusa Ferrara di memoria corta e dimentica gli attacchi dell'11/09/2001, che favorirono l'errore di Bush? Borghesi crede forse alla teoria del complotto ordito da Bush o che gli USA si siano "meritati" l'attacco? Perché la posizione di Borghesi è distante da quella dei vescovi iracheni: http://www.corriere.it/esteri/14_agosto_10/nel-campo-cristiani-stremati-990dca94-2058-11e4-b059-d16041d23e13.shtml Perché i vescovi non usano i termini "islamisti radicali", "uomini senza volto", ma islam e musulmani? Forse perché non hanno ancora letto questo articolo?

 
12/08/2014 - iraq (delfini paolo)

Grazie al Prof Borghesi per l'interessantissimo articolo.

 
12/08/2014 - Un giudizio su tutto e amore al Vero per ciascuno (CARLA VITES)

L’autore forse dimentica che colui su cui in maniera intellettualmente più che onesta esercita il suo giudizio Ferrara (ma anche Socci, come è stato rilevato) è il medesimo che, dall’alto della responsabilità che ricopre, scompiglia i semplici con le sue affermazioni del tipo “Chi sono io per giudicare”? Ricordiamoci, e come giustamente Giovanni Paolo II il suo giudizio lo esercitò in maniera esemplare sia quando scongiurò di respingere l’ipotesi guerra in Iraq sia quando la invocò nei Balcani come giusta interferenza, che la Chiesa, sulla base del Magistero, contempla l’esercizio del giudizio: «È compito della Chiesa annunziare sempre e dovunque i principi morali anche circa l’ordine sociale, e così pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo esigano i diritti fondamentali della persona umana o la salvezza delle anime» (Codice di Diritto canonico, can. 747). Temere che si eserciti il giudizio, sia pure su quanto dice il papa non excathedra indica pura e semplice disistima per la propria fede che, se è vera, nulla ha da temere paragonandosi con tutti.

 
12/08/2014 - Davvero una notizia (Alberto Pennati)

Che ci siano differenze abissali tra il Vescovo di Roma e Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI non ci piove. Ma le vera notizia che mi ha dato il Sig. Borghesi è che "chi è guida spirituale di 1 miliardo di persone non può certo offendere la fede di un altro miliardo di persone". Questo significa che i mussulmani, tutti i mussulmani sono consapevoli che chi non professa la loro fede deve essere ucciso. E quindi non esistono islamici rispettosi del credo religioso altrui. E la "preghiera" in favore della "pace" del 8 giugno da parte del rappresentante islamico, invitato dal Vescovo di Roma, è stata una delle tante "testimonianze".

 
12/08/2014 - dialogo e no (Ma BA)

Il cristianesimo come ideologia dell'Occidente può non piacere, ma è una realtà valida per tutti noi che ci viviamo, anche se non credenti come il sottoscritto. Concordo, anche se a posteriori, con il giudizio sulla guerra di Bush contro l'Iraq, ma constato che nell'autore esiste un pervicace riflesso antiebraico nel giudizio sul conflitto hamas-israele, indicato sempre come la guerra fatta da Israele. Anche un cristiano ammette il diritto all'autodifesa in caso di aggressione. Quanto al discorso sul dialogo e la pace tra i popoli come dovremmo regolarci con coloro (islamisti e non solo quelli più radicali, come Hamas etc.) che non solo rifiutano il dialogo, ma dichiarano di voler eliminare prima il popolo del Sabato e poi quello della Domenica. Non era giusto forse attaccare Saddam come non lo è stato con Gheddafi, e in questo caso è stato un disastro politico ancora maggiore, ma con questa moltitudine di musulmani che dichiara di volerci "convertire" anche a fil di spada, il cristiano non ha anche il dovere di difendere anche ricorrendo alla forza la vita di tutti coloro che vengono minacciati di morte e di spoliazione di beni e diritti? Forse che con Hitler si sarebbe dovuto cercare il dialogo a tutti i costi? L'autore converrà sicuramente di no. Allora perché di fronte a questi che hanno la stessa valenza distruttrice si deve cercare a tutti costi il dialogo? A me sembra che questo è essere solo "buonisti" più che essere cristiani.

 
12/08/2014 - Risposta al prof. Borghesi (Giancarlo Volontè)

Concordo con l'intervento precedente. Aggiungo che, pur pregando ogni giorno per il Papa, vedo le differenze tra Francesco ed i suoi predecessori, come le vede il prof. Borghesi. E allora perché queste accuse gratuite al laico Ferrara? e che dire di Socci e del buono e mai abbastanza compianto Mario Palmaro? Gente che ha a cuore la Chiesa quanto lei e sicuramente più di me? Detto questo, confido sempre nella Provvidenza, che questo Pontefice l'ha scelto...

 
12/08/2014 - Tutto sacrosanto...con una precisazione (Claudio Franchi)

Condivido totalmente la valutazione espressa dall'articolo, che mi aiuta a non subire l'ambiguo fascino delle posizioni ideologiche di Ferrara & c.; mi permetto di "fare le pulci" a un dettaglio, laddove nel finale si parla della "furia assassina di uomini senza volto": questi animali un volto ce l'hanno eccome, è quello dell'integralismo islamico di matrice wahabita e salafita, sostenuto dai petrodollari di cricche di potere economico-religioso di matrice saudita, kuwaitiana e del Qatar (con cui l'Occidente continua ad arruffianarsi in nome del dio quattrino...); ovviamente non spetta al Papa rimarcare questi aspetti, ma qualcuno dovrà pur evidenziarli, anche tra le autorità religiose islamiche, sottolineando la matrice oggettivamente diabolica di queste azioni (so bene che non è una faccenda "tecnicamente" semplice...), giusto per evitare il dubbio che il sentimento prevalente, in tutto il resto dell'Islam, assomigli a qualcosa del tipo "azioni disdicevoli, ma in fondo sono FRATELLI CHE SBAGLIANO...".

 
12/08/2014 - commento (francesco taddei)

dal Prof. Borghesi una scontata difesa d'ufficio. criticare non è né reato né peccato.