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IRAQ/ L'amore di Francesco e l'ideologia di Ferrara & co.

Pubblicazione:martedì 12 agosto 2014

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Che Giuliano Ferrara non ami Papa Francesco non è una novità. Come ha scritto anche ultimamente, Bergoglio è «un Papa gesuita e pastorale, la cui teologia biblica sa di misericordia, di oblio e negazione della razionalità» ("L'abdicazione di chiesa e cultura", Il Foglio, 7 agosto 2014). Con lui «la Chiesa ha abbandonato il campo di battaglia. Si cura le ferite con un linguaggio riluttante e trasversale, fatto di nascondimenti e di gioia evangelica esibita, ma non si capisce fino a che punto vissuta o visibile». 

Al direttore de Il Foglio il Papa latino-americano non piace. Interessato non alla fede ma alle sue conseguenze etico-politiche disdegna, da realista post-comunista, tutto ciò che è "dialogico" a favore dello scontro "dialettico". Il cristianesimo è, per Ferrara, l'ideologia dell'Occidente, il collante di quei valori che la secolarizzazione, con il suo edonismo vacuo e vuoto, pone ogni giorno in discussione. Sensibile ai "principi non negoziabili", non lo è per un'altra gamma di valori, quelli propriamente sociali concernenti  la pace tra i popoli, la lotta alla povertà, il destino dei palestinesi nell'eterno conflitto con Israele. Il mondo di Ferrara è analogo al Tea Party americano, con il suo no all'aborto-eutanasia-cultura gay e il suo sì alla guerra, al capitalismo finanziario, all'occidentalismo come ideologia. Pregi e difetti di una visione teocon che, per uscire dal club del Foglio, deve trovare sponde esterne, soprattutto in quella parte del mondo cattolico che, uscito frastornato dalle dimissioni di Benedetto XVI, non è riuscito a sintonizzarsi con lo stile pastorale e diretto del Papa argentino. 

Da abile politico Ferrara ha fiutato, da subito, questo disagio e lo ha cavalcato approfittando di circostanze diverse. Dalla Lettera a Papa Francesco (11 febbraio 2014), in cui si invitava il Pontefice a reagire e a tornare allo scontro sul tema dei "principi non negoziabili", al contributo nel volume di Gnocchi & Palmaro Questo Papa piace troppo. Un'appassionata lettura critica (Piemme 2014), l'Elefantino si è proposto come il punto di riferimento del cattolicesimo conservatore in Italia, quello che oppone oggi il pontificato di Francesco a quello di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Ogni volta è lui che dà inizio alle danze, ripreso poi dalla variegata galassia del tradizionalismo cattolico. 

L'ultima occasione è offerta dai supposti "silenzi del Papa" sulla tragedia dei cristiani iracheni, tasto sul quale il Foglio insiste particolarmente nell'ultimo mese. Attenzione giusta e meritoria, non c'è dubbio, se, ancora una volta, le carte non si mescolassero e il quadro non apparisse ambiguo. Così Ferrara è stato abile nell'indire, il 30 luglio, una veglia del Foglio «per Israele e i cristiani perseguitati» legittimando, in tal modo, la guerra israeliana contro Gaza assimilata alla difesa del cristianesimo dal radicalismo islamico. Egualmente le critiche, reiterate, a Papa Francesco, accusato di essere tiepido per non aver denunciato con più forza il dramma dei cristiani in Iraq, per aver taciuto il nome del "nemico" islamico, servono a ribadire la minaccia odierna per l'Occidente e, insieme, contribuiscono a delegittimare, agli occhi di molti cristiani, l'autorità del Papa presentato come inerte e rinunciatario.


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COMMENTI
13/08/2014 - Francesco (Paolo Gasparini)

Tutti i Papi dell'ultimo secolo sono dei santi. I santi sono umili. L'umile non si arroga l'ufficio di correttore o editore della mail di Dio. Allora, essi ci invitano a guardare tutto il quadro, prendendo seriamente Dio e il diavolo, la povertà e la sessualità, i peccati della destra e della sinistra. Se questo non è prendere seriamente il relativismo morale, cos'altro è?

 
13/08/2014 - Antonio Socci e il Papa (Vincenzo Placella)

Caro Antonio, sono profondamente rattristato dall'ultimo tuo intervento su Papa Francesco. Il post-Angelus di domenica 10 è stato veramente vibrante di dolore e di solenne condanna per i Cristiani perseguitati ed uccisi in Iraq. Il Papa ha inoltre inviato un cardinale come suo rapprese tante personale inquella terra.. Ricorderai, dai numerosi messaggi che ti ho inviato, specialmente dopo la dolorosa e splendida vicenda di tua figlia Caterina, con la forte partecipazione di tutta la mia famiglia, con preghiere e offerta di sacrifici e dolori. Ti ripeto qui la grande ammirazione per la tua costante coraggiosa e generosa testimoninanza per la Verità che abbiamo avuto modo di apprezzare anche attraverso i tuoi libri, che abbiamo letto tutti e acquistati in molte copie regalandole a parenti, amici e conoscenti. Ma questa volta non siamo con te. Il pricipio della correzione fraterna mi ha spinto a scriverti. Un abbraccio e un caro saluto alla tua famiglia, in particolare a Caterina. Vincenzo Placella già professore ordinario Università di Napoli L'Orientale

 
12/08/2014 - Pre fortuna c'è il Califfo_3 (loris SOleri)

Le lacrime sono mancate per le decine di guerre che gli Stati Uniti hanno sferrato contro l’Iraq perché altrimenti Israele non si sentiva tranquillo, portando il Paese all’età della pietra e alla guerra civile permanente, un milione di morti dopo: da Bush padre a Clinton, da Bush figlio ad Obama... Operation Desert Shield; Operation Desert Storm; Operation Provide Comfort I and II; Operation Southern Watch; Operation Desert Strike; Operation Northern Watch; Operation Desert Fox; Operation Southern Focus; Operation Iraqi Freedom; Operation New Dawn, fino alla attuale Operation «Humanitarian» di Obama. Sotto Saddam Cristiani e Yazidi potevano vivere. Poi siamo arrivati noi. Come siamo umani, noi occidentali. Come siamo teneri.

 
12/08/2014 - per fortuna c'è il Califfo_2 (loris SOleri)

Abu Bakr Al Baghadi, il califfo: «Abu Bakr» fu il nome del primo califfo dopo Maometto, ed è chiaramente un nome inventato per suggestionare. Secondo Snowden, e l’intelligence iraniana, il suo vero nome è Elliot Shimon, figlio di padre e madre ebrea, addestrato in guerra psicologica contro le società arabo-islamiche, oltreché in arte militare, teologia islamica ed oratoria-retorica islamista dal Mossad. In altri periodi della sua vita l’hanno chiamato «Emir Daash» (dalla sigla dell’ISIS in arabo), in altri, ha avuto il nome di Ibrahim ibn Awad ibn Ibrahim Al Al Badri Arradoui Hoseini. Gli americani gli hanno fornito un passato giusto, detenendolo per qualche tempo (le date sono incerte) a Camp Bucca, la più vasta prigione che le forze occupanti USA hanno gestito in Iraq (l’hanno chiusa nel 2009), presso la frontiera col Kuwait. Israele e il Califfo hanno lo stesso nemico: gli sciiti, Iran, Assad, Hezbollah.È una sorprendente coincidenza? Basta aver dimenticato, come i giornalisti, le foto del maggio 2013 in cui il senatore McCain posava con i bravi ribelli anti-siriani,molti dei quali – oh sorpresa – oggi militano nell’ISI e stanno col Califfo Al-Mossad. Era andato a trovarli nelle retrovie, e s’era felicitato con loro. I media plaudono all’intervento umanitario di Obama in Iraq, mentre nel Donbass, dove il regime di Kiev compie una strage nel silenzio dei media ed è in corso una catastrofe umanitaria voluta e favorita dagli americani, un intervento umanitario russo è vietato.

 
12/08/2014 - per fortuna c'è il Califfo (loris SOleri)

Per fortuna è apparso il Califfo. Un musulmano più cattivo degli israeliani, che compie più atrocità di Sion e del glorioso Tsahal. Seppellisce vivi bambini yazidi, uccide cristiani. Anzi, peggio: «Abu Bakr al-Baghdadi ha dato ordine di infibulare tutte le ragazze e le bambine presenti sul suolo iracheno». Mette in pericolo la Cristianità (di cui i media scoprono improvvisamente l’esistenza minacciata) e le «conquiste delle donne», stringe nella reazione alla minaccia la Bonino e Socci, unifica la Boldrini non meno dell’ateo devoto neocon Giuliano Ferarra – nello stesso raccapriccio. Tutto l’occidente unito. Che ha dimenticato (o non voluto sapere) che la truppa dello ISIS è finanziata ed armata dai sauditi ed è stata addestrata da istruttori americani per distruggere il regime di Assad in Siria, e che ha recuperato Humvee, carri armati e artiglieria mobile Made in USA con il suo assalto di sorpresa alle truppe irachene: sùbito la Casa Bianca, invece di prendersela con i tagliagole, ha messo sotto accusa il premier iracheno Al Maliki di cui cerca di provocare la caduta. I giornalisti non hanno visto gli articoli dove Edward Snowden, l’ex analista della National Security Agency, lo spifferatore dei loschi segreti americani, ha spiegato che per creare lo ISIS ci si sono messi in tre, « the British and American intelligence and the Mossad worked together to create the Islamic State of Iraq and Syria (ISIS)» per «creare un’organizzazione capace di attrarre tutti gli estremisti»

 
12/08/2014 - Analisi incompleta e confutata dai vescovi in Iraq (Andrea Tedesco)

Bush si illuse di esportare la libertà e la democrazia come antidoto al terrorismo islamico, dopo un attacco responsabile della morte di 3000 persone. Sorprende che in questo contesto non vengano menzionati Obama e i suoi ripetuti errori, la sua appartenenza più evidente ai globalisti del "nuovo ordine mondiale". Forse perché anche Obama chiama l'islam "religione di pace" ed evita ogni riferimento all'islam quando parla di terrorismo islamico? Borghesi descrive gli attacchi dell'ISIS in nome dell'islam, come "furia assassina di uomini senza volto", usa il termine "islamismo radicale", non "islam radicale", cercando di evitare di alludere all'islam come problematico in sé, e dichiara: "L'avversario non può essere l'islam, ma le sue deformazioni". L'islam è considerato "religione di pace", i terroristi islamici uno sparuto gruppetto di "islamisti radicali" che avrebbero deformato il messaggio di pace del Corano. Perché Borghesi accusa Ferrara di memoria corta e dimentica gli attacchi dell'11/09/2001, che favorirono l'errore di Bush? Borghesi crede forse alla teoria del complotto ordito da Bush o che gli USA si siano "meritati" l'attacco? Perché la posizione di Borghesi è distante da quella dei vescovi iracheni: http://www.corriere.it/esteri/14_agosto_10/nel-campo-cristiani-stremati-990dca94-2058-11e4-b059-d16041d23e13.shtml Perché i vescovi non usano i termini "islamisti radicali", "uomini senza volto", ma islam e musulmani? Forse perché non hanno ancora letto questo articolo?

 
12/08/2014 - iraq (delfini paolo)

Grazie al Prof Borghesi per l'interessantissimo articolo.

 
12/08/2014 - Un giudizio su tutto e amore al Vero per ciascuno (CARLA VITES)

L’autore forse dimentica che colui su cui in maniera intellettualmente più che onesta esercita il suo giudizio Ferrara (ma anche Socci, come è stato rilevato) è il medesimo che, dall’alto della responsabilità che ricopre, scompiglia i semplici con le sue affermazioni del tipo “Chi sono io per giudicare”? Ricordiamoci, e come giustamente Giovanni Paolo II il suo giudizio lo esercitò in maniera esemplare sia quando scongiurò di respingere l’ipotesi guerra in Iraq sia quando la invocò nei Balcani come giusta interferenza, che la Chiesa, sulla base del Magistero, contempla l’esercizio del giudizio: «È compito della Chiesa annunziare sempre e dovunque i principi morali anche circa l’ordine sociale, e così pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo esigano i diritti fondamentali della persona umana o la salvezza delle anime» (Codice di Diritto canonico, can. 747). Temere che si eserciti il giudizio, sia pure su quanto dice il papa non excathedra indica pura e semplice disistima per la propria fede che, se è vera, nulla ha da temere paragonandosi con tutti.

 
12/08/2014 - Davvero una notizia (Alberto Pennati)

Che ci siano differenze abissali tra il Vescovo di Roma e Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI non ci piove. Ma le vera notizia che mi ha dato il Sig. Borghesi è che "chi è guida spirituale di 1 miliardo di persone non può certo offendere la fede di un altro miliardo di persone". Questo significa che i mussulmani, tutti i mussulmani sono consapevoli che chi non professa la loro fede deve essere ucciso. E quindi non esistono islamici rispettosi del credo religioso altrui. E la "preghiera" in favore della "pace" del 8 giugno da parte del rappresentante islamico, invitato dal Vescovo di Roma, è stata una delle tante "testimonianze".

 
12/08/2014 - dialogo e no (Ma BA)

Il cristianesimo come ideologia dell'Occidente può non piacere, ma è una realtà valida per tutti noi che ci viviamo, anche se non credenti come il sottoscritto. Concordo, anche se a posteriori, con il giudizio sulla guerra di Bush contro l'Iraq, ma constato che nell'autore esiste un pervicace riflesso antiebraico nel giudizio sul conflitto hamas-israele, indicato sempre come la guerra fatta da Israele. Anche un cristiano ammette il diritto all'autodifesa in caso di aggressione. Quanto al discorso sul dialogo e la pace tra i popoli come dovremmo regolarci con coloro (islamisti e non solo quelli più radicali, come Hamas etc.) che non solo rifiutano il dialogo, ma dichiarano di voler eliminare prima il popolo del Sabato e poi quello della Domenica. Non era giusto forse attaccare Saddam come non lo è stato con Gheddafi, e in questo caso è stato un disastro politico ancora maggiore, ma con questa moltitudine di musulmani che dichiara di volerci "convertire" anche a fil di spada, il cristiano non ha anche il dovere di difendere anche ricorrendo alla forza la vita di tutti coloro che vengono minacciati di morte e di spoliazione di beni e diritti? Forse che con Hitler si sarebbe dovuto cercare il dialogo a tutti i costi? L'autore converrà sicuramente di no. Allora perché di fronte a questi che hanno la stessa valenza distruttrice si deve cercare a tutti costi il dialogo? A me sembra che questo è essere solo "buonisti" più che essere cristiani.

 
12/08/2014 - Risposta al prof. Borghesi (Giancarlo Volontè)

Concordo con l'intervento precedente. Aggiungo che, pur pregando ogni giorno per il Papa, vedo le differenze tra Francesco ed i suoi predecessori, come le vede il prof. Borghesi. E allora perché queste accuse gratuite al laico Ferrara? e che dire di Socci e del buono e mai abbastanza compianto Mario Palmaro? Gente che ha a cuore la Chiesa quanto lei e sicuramente più di me? Detto questo, confido sempre nella Provvidenza, che questo Pontefice l'ha scelto...

 
12/08/2014 - Tutto sacrosanto...con una precisazione (Claudio Franchi)

Condivido totalmente la valutazione espressa dall'articolo, che mi aiuta a non subire l'ambiguo fascino delle posizioni ideologiche di Ferrara & c.; mi permetto di "fare le pulci" a un dettaglio, laddove nel finale si parla della "furia assassina di uomini senza volto": questi animali un volto ce l'hanno eccome, è quello dell'integralismo islamico di matrice wahabita e salafita, sostenuto dai petrodollari di cricche di potere economico-religioso di matrice saudita, kuwaitiana e del Qatar (con cui l'Occidente continua ad arruffianarsi in nome del dio quattrino...); ovviamente non spetta al Papa rimarcare questi aspetti, ma qualcuno dovrà pur evidenziarli, anche tra le autorità religiose islamiche, sottolineando la matrice oggettivamente diabolica di queste azioni (so bene che non è una faccenda "tecnicamente" semplice...), giusto per evitare il dubbio che il sentimento prevalente, in tutto il resto dell'Islam, assomigli a qualcosa del tipo "azioni disdicevoli, ma in fondo sono FRATELLI CHE SBAGLIANO...".

 
12/08/2014 - commento (francesco taddei)

dal Prof. Borghesi una scontata difesa d'ufficio. criticare non è né reato né peccato.