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IRAQ/ Così papa Francesco ci chiama a convertirci

Pubblicazione:mercoledì 13 agosto 2014

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Il gioco di questi signori dell'Isis è proprio quello di voler far ripiombare il mondo nella dicotomia tra fedeli e infedeli, rifiutando (per la loro stessa tradizione) la possibilità di una cultura islamica aperta e in dialogo, cultura che è possibile e di cui – nel mondo – qualche testimonianza c'è. Non si tratta della favoletta "dell'islam moderato", bensì di un processo di maturazione e di consapevolezza dell'islam che è possibile e che, in certi ambiti, sta avvenendo. 

Identificare nuovamente questi eccidi con un pretesto religioso e reagire come "blocco religioso alternativo" è il sogno di chi ci sta perseguitando. Il Papa, con le sue parole, ci aiuta a smascherare i reali intendimenti dei nostri persecutori e a guardare al fatto che non è "in nome di Dio" che essi stanno agendo, ma in nome di un preciso progetto di potere. Solo se effettivamente questa chiarificazione sarà recepita si potranno riaprire le porte per iniziative politiche e diplomatiche, per soluzioni che non suonino come la riscossa dei "cristiani", ma – bensì – come la risposta puntuale e meditata ad un progetto di egemonia incompatibile con la vita democratica dell'ordine mondiale. 

In poche parole, quello che voglio dire è che si può arrivare perfino all'ingerenza militare, ma non in nome di un altro Dio rispetto a quello per cui ci stanno perseguitando. Finché lasceremo sul tavolo i moventi religiosi non cesseremo neppure un secondo di alimentare la spirale della vendetta e del ricatto. Ma allora, si dirà, Dio dove va a finire? E qui il Papa ci dice altre due cosette non da poco: parlando dell'episodio evangelico della barca in preda alla tempesta, Francesco ci ha detto che quella barca "è una immagine efficace della Chiesa: una barca che deve affrontare le tempeste e talvolta sembra sul punto di essere travolta. Quello che la salva non sono le qualità e il coraggio dei suoi uomini, ma la fede, che permette di camminare anche nel buio, in mezzo alle difficoltà. La fede ci dà la sicurezza della presenza di Gesù sempre accanto, della sua mano che ci afferra per sottrarci al pericolo". 

Il Pontefice ci sta dicendo, senza mezzi termini, che quello che anche in questa circostanza ci sta mancando è la fede, la certezza che Dio non ci abbandonerà e non abbandonerà i cristiani che per Lui stanno morendo. Come non abbandonò Gesù sulla croce: dilaniato dal dolore, nel mistero della Pasqua, Dio non fermò – eppure poteva – la mano del persecutore, ma suscitò la Gloria della Resurrezione. 

Cari amici, a noi è questo che manca: la consapevolezza che quello che sta accadendo non può essere ridotto ad uno scontro tra fedi – perché Dio è sempre estraneo alla violenza – e la certezza che il Signore non molla il Suo popolo come non ha mollato il Suo Figlio. 


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COMMENTI
13/08/2014 - grazie (maurizio perfetti)

grazie! "perché affannarci tanto quando è così semplice obbedire?"

 
13/08/2014 - Isis e Papa (Ma BA)

Tutto bello. Giusto non fare guerra in nome di Dio. Se pero' fossi un cristiano d'Iraq (o uno yazida) cui hanno (o stanno per) rapire e violentare e uccidere mia figlia e mia moglie cosa dovrei fare? accettare passivamente la persecuzione come testimonianza di fede? pregare e basta che "passi la nottata"? Penso che le parole del'arcivescovo Nona siano più appropriate di quanti vivono a tremila chilometri. Il Papa magari fa bene a incitare alla preghiera e al dialogo, ma è giusto che non chiami per nome gli autori di questi massacri, islam e musulmani, bensì solo feroci assassini? Sicuro che quel Cristiano da questi appelli un po' evasivi non si senta come dire "trascurato", visto che lui rischia la pelle e, peggio, rischia anche di perdere la fede di fronte a tanto, perché non tutti sono Gesù Cristo? http://www.corriere.it/esteri/14_agosto_10/nel-campo-cristiani-stremati-990dca94-2058-11e4-b059-d16041d23e13.shtml PS. Reagire con le armi a Hitler da parte di un cristiano è stato giusto o no? Reagire con le armi a questi massacratori è giusto o no? Papa e Vaticano non possono dire niente al riguardo?