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EBOLA/ Un virus in cui si mescolano l'amore, la morte e la Grazia

Pubblicazione:giovedì 14 agosto 2014

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Anche fratel Elio Croce, missionario comboniano, fu coinvolto in questa drammatica avventura che poi raccontò nel libro Più forti di Ebola. Fece di tutto; vestito di una tuta da sbarco sulla luna accudì i pazienti, seppellì i cadaveri, ricoverò gli orfani, procurò farmaci e cibo, pregò per i malati ed i morti. Ha risposto sì con la sua vita alla sconvolgente domanda: "Può un uomo rischiare la vita per aiutare un suo fratello a soffrire ed a morire dignitosamente?" − non solo a salvarsi, ma anche a morire dignitosamente… Un'apparente sconfitta diventa vittoria. 

In questa epidemia che ha coinvolto i quattro paesi dell'Africa occidentale molte tra le vittime sono coloro che hanno consapevolmente offerto assistenza ai malati, un missionario spagnolo ed una suora africana della congregazione San Giovanni di Dio hanno perso la loro vita mentre due sanitari americani sono ancora in terapia intensiva. Ma come loro quanti umili infermieri o semplicemente madri o padri, o fratelli hanno scelto con piena coscienza di non abbandonare chi soffre e di esporsi ad un rischio mortale. 

Nessuno di noi li conoscerà mai, hanno vissuto apparentemente in angoli bui della storia, mai ne sentiremo parlare al telegiornale, eppure la loro vita ha reso più umano  questo dramma. Ha svelato ancora una volta chi è l'uomo, capace di limiti meschini e di gratuità impensabile, spettacolo per il mondo. Ogni loro gesto di carità, ogni "bicchiere d'acqua dato ad uno di questi piccoli" ha valore eterno e dà frutto. 



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