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ROBIN WILLIAMS/ Ecco perché Peter Pan e il prof. Keating non lo hanno salvato

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Robin Williams sul set (Infophoto)  Robin Williams sul set (Infophoto)

A partire da un tale nichilismo, la proposta è quella di spendersi per gli altri, di fare qualcosa per essi, per alleviare la loro sofferenza e anche per cercare di dare un senso al desiderio di felicità che l’uomo si porta dentro. E’ la religione dell’umanità, quella dei personaggi di Williams, che vivono in una dimensione orizzontale. Lo stesso invito al carpe diem vuole essere un rimedio a vivere con intensità la vita finché si può farlo, coscienti che presto questo sarà impossibile.

Quando c’è bisogno di una risposta metafisica, il personaggio di Williams può solo regalare un’illusione, un sogno, senza ragioni, e il suo sorriso è mesto, se non triste, come se ci fosse dentro la coscienza di uno scacco. Bisogna accontentarsi: di un padre-mammo che non può più essere padre; di una vita che non può essere piena come si desidera; di credere nelle fate, anche se le fate non esistono. 

Nel momento culminante di Hook, Capitan Uncino profetizza al ritrovato Peter Pan che il giorno dopo si sveglierà, ritrovandosi alcolizzato e ossessionato dal successo (una frase che fa impressione, se si pensa alla fine di Williams). Peter reagisce e vince perché ha intorno persone che dicono di credere in lui. Bello. Ma come si fa a volare con i propri pensieri felici, quando si sta nella depressione?

E di fronte alla morte, qual è la risposta? Cosa c’è di là? L’oltretomba inquietante di Al di là dei sogni, figlio di una metafisica molto new age? Può essere una risposta alla propria morte e a quella dei propri cari (compreso il suicidio di una moglie)? 

La ricetta dei personaggi di Robin Williams non salva dalla depressione e dalla disperazione. Si può riscoprire il Peter Pan che c’è dentro di sé e in un momento di euforia gridare che la vita è un’avventura meravigliosa. Ma la vita, quella vera, con le sue contraddizioni e la sua pesantezza, richiede una speranza molto grande e piena di ragioni (e non esiste nessuna polverina magica da spargersi addosso). Si può fare il mammo sorprendente e divertente, ma “divorziare è costoso - sono parole dell’attore – ti svuota il cuore attraverso il portafoglio”. 

La religione dell’umanità fallisce, con un sorriso triste. Lo stesso indimenticabile sorriso di Robin e dei suoi personaggi.



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COMMENTI
15/08/2014 - L'arte di vivere (luisella martin)

Un articolo interessante, intelligente e bello, ma soprattutto un articolo che esprime in poche parole le ragioni della nostra fede. La fede cristiana ha come traguardo - così é per tutti - la morte, ma invece di combatterla la sfiora, apre la porta blindata di cui conosce la combinazione per incontrare una nuova vita d'amore. Francesco la chiamava "sorella morte"; adesso lo sa anche Robin Williams!