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SANTO DEL GIORNO/ Il 14 agosto si ricorda Padre Massimiliano Maria Kolbe

foto: Infophoto foto: Infophoto

Uno dei dieci condannati all'atroce morte, Francesco Gajowniczek, scoppiò a piangere quando i tedeschi lo scelsero, supplicando pietà e dichiarando di avere una famiglia che lo aspettava. Kolbe chiese di parlare con l'ufficiale tedesco e lo pregò di farlo morire al posto di Gajowniczek. L'ufficiale tedesco, impressionato dal coraggio del religioso, accettò. Dopo due settimane nel bunker, solo quattro dei detenuti erano ancora vivi: animati da Kolbe, pregavano e cantavano inni alla Vergine.
Il 14 agosto del 1941, Kolbe e i tre compagni vennero infine uccisi con un'iniezione. I corpi vennero cremati.

Le ultime parole di padre Massimiliano al tenente medico che gli fece l'iniezione letale furono "Lei non ha capito nulla della vita, l'odio non serve a niente... solo l'amore crea!". Francesco Gajowniczek, il polacco salvatosi grazie a Kolbe, sopravvisse alla prigionia, tornò a casa e riabbracciò sua moglie, vivendo sino al 1995. Padre Kolbe venne beatificato da Paolo VI nel 1971. Giovanni Paolo II fece santo il religioso polacco il 10 ottobre del 1982. 

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