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Cronaca

PAPA FRANCESCO/ I giovani e la vocazione: “Signore, cosa vuoi tu da me?”

GIANNI MEREGHETTI: "Il Papa in Corea ci ha così semplicemente indicato il metodo di una questione che a lui sta molto a cuore, quella di saper parlare a questa generazione che cambia"

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Carissimi amici del IlSussidiario,

Papa Francesco con i giovani coreani ha affrontato in modo diretto e senza reticenze tre questioni decisive per i giovani e che insegnano molto agli adulti, agli educatori: la vocazione, la felicità, l’amore alla propria patria. Chiara la sua indicazione sulla vocazione rispondendo alla domanda di una ragazza, Marina! Il Papa ha evidenziato il conflitto apparente, che molti giovani come Marina sentono nei momenti delle scelte decisive per la vita per andare al cuore della questione, per snidare la vera domanda che sta alla base di ogni vocazione. Rivolgendosi a Marina il Papa ha detto: “Ho sentito molto forte quello che Marina ha detto: il suo conflitto nella sua vita. Come fare? Se andare per la strada della vita consacrata, la vita religiosa, o studiare per diventare più preparata per aiutare gli altri. Questo è un conflitto apparente, perché quando il Signore chiama, chiama sempre per fare il bene agli altri, sia alla vita religiosa, alla vita consacrata, sia alla vita laicale, come padre e madre di famiglia. Ma lo scopo è lo stesso: adorare Dio e fare il bene agli altri. Che cosa deve fare Marina, e tanti di voi che si fanno la stessa domanda? Anch’io l’ho fatta al mio tempo: che strada devo scegliere? Ma tu non devi scegliere nessuna strada: la deve scegliere il Signore! Gesù l’ha scelta, tu devi sentire Lui e chiedere: Signore, che cosa devo fare? Questa è la preghiera che un giovane deve fare: “Signore, cosa vuoi tu da me?”. E con la preghiera e il consiglio di alcuni veri amici – laici, sacerdoti, suore, vescovi, papi… anche il Papa può dare un buon consiglio – con il consiglio di questi trovare la strada che il Signore vuole per me”. Qui sta il cuore della vocazione, non decidere cosa fare, ma capire che cosa il Mistero vuole da me, come io con la mia umanità posso servire la sua presenza nel mondo, come posso fare il bene cui Lui mi chiama. Il Papa nella sua semplicità ha ridetto ai giovani che quella della vocazione è una strada che un Altro ha già tracciato e che se riconosciamo e seguiamo ci realizza come persone e ci rende capaci di un bene che da soli non saremmo capaci di fare. Così il tema della vocazione non è cosa fare, ma come riconoscere i segni attraverso cui il Signore mi parla e nei quali vi è la strada della mia realizzazione. Il Signore ci mette al centro di questa strada, lascia aperta tutta la nostra libertà di prendere la direzione che sentiamo nostra, perché ognuno si realizza secondo una modalità che è sua, unicamente sua. Non esiste il meccanismo della scelta, la tecnica della scelta, per cui applicando delle regole si sa cosa fare del proprio destino, la vocazione è l’impegno della propria libertà, e per ognuno si tratta di una prospettiva unica, che vale solo per lui.