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SANTO DEL GIORNO/ Il 16 agosto si ricorda Santo Stefano d’Ungheria

Pubblicazione:sabato 16 agosto 2014

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Il 16 agosto la Chiesa Cattolica celebra la memoria di Santo Stefano d’Ungheria, primo re del Paese magiaro e uno dei principali promotori del cristianesimo nell’area. I genitori di Santo Stefano appartenevano a importanti famiglie della nobiltà guerriera magiara: il padre Geza era pagano, la madre Sarolta era figlia dello “gyula” (reggente) della Transilvania. Stefano nacque nell’anno 969 e alla nascita venne chiamato Vajk. Venne battezzato Stefano nel 979, quando la sua famiglia si convertì al cristianesimo. Nel 995, Stefano sposò Gisella di Baviera, figlia del duca Enrico II.
Dall’unione, che fu felice, nacquero tre figli: Edvige, Otto ed Imre, che venne in seguito canonizzato con il nome di Emerico.

Negli ultimi anni del secolo, Stefano riuscì a imporre la sua egemonia a gran parte dei nobili ungheresi, sottomettendo la fazione pagana guidata da suo zio Koppany. Nel 997, per dare un terribile monito ai suoi nemici, Stefano fece squartare lo zio dopo averlo sconfitto in battaglia.
Il 20 agosto dell’anno 1000 si proclamò primo re d’Ungheria. Il pontefice Silvestro II inviò al nuovo sovrano magiaro una magnifica corona d’oro, una croce e una lettera in cui lo riconosceva come re cristiano. L’incoronazione ufficiale avvenne il 1º gennaio del 1001.

Nel 1006, Stefano sottomise le ultime tribù pagane ungheresi che sfuggivano alla sua autorità.
Negli anni successivi, si dedicò all’organizzazione politica del regno, favorendo la messa a coltura di nuove terre servendosi anche di numerosi missionari, che diffondevano il cristianesimo tra la popolazione delle campagne. Nel 1030, stanco e anziano, stava ponderano di abdicare per ritirarsi a trascorrere gli ultimi giorni in convento.

La morte prematura del figlio Imre - l’unico ad aver raggiunto l’età adulta - lo obbligò a rinunciare ai suoi propositi e a mantenersi sul trono sino alla fine dei suoi giorni. Il dolore per la scomparsa dell’amato figlio, ucciso in un incidente di caccia, indebolì profondamente re Stefano, che trascorse gli ultimi anni della sua vita nella malinconia e nel lutto, pregando intensamente e cercando assiduamente un membro della sua famiglia che potesse avere la forza di governare la nazione ungherese e al tempo stesso non rinunciasse alla fede cristiana. Alla fine la scelta cadde su Pietro Orseolo, figlio del doge di Venezia Ottone e della sorella di Stefano, Maria.


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