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ASILO DEI MASSONI/ La carità dei "grembiuli" è diversa da quella dei cristiani

A Torino la massoneria organizza opere caritatevoli: asili, mense, insomma si è buttata sul sociale. Sotto la spinta di papa Francesco? Forse. Ma la differenza è enorme. MAURO LEONARDI

Torino, la Mole antonelliana (Infophoto) Torino, la Mole antonelliana (Infophoto)

Sergio Rosso è gran maestro della Massoneria a Torino e a me sembra don Piero quando si veste "normale" perché sono le sette ed è ora di aprire la mensa giù alla caritas. È pure un po' spettinato come lui quando gli citofoni alle due e mezzo e lo svegli dal sonnellino. Buono però: perché sa che i tuoi genitori chissà dove sono e non hai dove andare a giocare al biliardino. Poi, quando inizia a parlare - Rosso, non don Piero - capisci che sei a Torino, magari zona Mirafiori, perché il framassone dà numeri da catena di montaggio. Si sono accorti, spiega, che nella città dell'auto non c'erano mense serali e allora hanno messo da parte i grembiulini, si sono rimboccati le maniche, e adesso sfornano 100mila pasti l'anno. Poi forniscono 5mila interventi gratuiti dal dentista, 500 protesi, cure per tutti i bambini che il comune dà in affido, 500 paia di occhiali ogni anno, 32 mini alloggi, 20 posti letti e via contando.
Io penso a don Piero, ai suoi numeri, e mi viene un po' d'invidia anche se c'è qualcosa che non mi torna. Così vado avanti e quando arrivo a Marco Cauda capisco quello che mi sfuggiva. Dice che tutta questa filantropia la fanno perché vogliono migliorare loro stessi come individui, che è un concetto complementare a quello di Rosso che sapeva di non poter risolvere i problemi del mondo ma, insomma, l'imitazione è una cosa importante e se loro danno il buon esempio qualche altro verrà dietro (che, per essere a Torino nel bicentenario di san Giovanni Bosco, non c'è male).
Grazie a Cauda però capisco il trucco e trovo la cosa che manca. Mi torna in mente quando il Papa disse che "la Chiesa non è un negozio, non è un'agenzia umanitaria, non è una ong". Era il 23 ottobre 2013 ed è quando Francesco si è messo a parlare di Maria che va ad aiutare la cugina Elisabetta. Se Maria fosse stata una framassona (in ossequio alle pari opportunità esistono dei riti che ammettono le donne) un business plan da "madre del messia" doveva essere ben diverso perché non si può correre il rischio di perdere il bimbo in un simile viaggio. Ma Maria si è comportata come si è comportata, perché il Dio dei cristiani è un Dio che sa contare solo fino a uno.
Sotto la spinta di Papa Francesco, le logge provano a riscattarsi aprendo asili nido e mense ma forse non sanno che quando si fa il bene, la mia crescita personale e le migliorie dell'umanità non sono la partenza ma la fine. Dar da mangiare a chi ha fame non mi fa trovare me stesso ma Gesù. Non penso di "dare" io qualcosa ma di "trovare" io qualcosa, qualcuno.  


COMMENTI
18/08/2014 - massoni scomunicati? (Mauro Leonardi)

Grazie per i vostri commenti. Siccome sul mio blog "Come Gesù" qualcuno ha scritto che i massoni sono scomunicati, vorrei chiarire che era così nel precedente codice di diritto canonico ma attualmente le cose sono cambiate. Attualmente essere massoni in quanto tali non comporta più la scomunica. Nel codice del 1983 il canone n. 1374 recita: “chi dà il nome ad una associazione che cospira contro la chiesa sia punito con una giusta pena; chi poi tale associazione promuove o dirige sia punito con l’interdetto”. Quindi, in ipotesi, si include la massoneria in quelle associazioni che vogliono andare contro la chiesa. Se aderire a tali associazioni comporta scisma, apostasia o eresia si commette il delitto di cui al canone 1364 che, questo sì, è punito con la scomunica. Grazie ancora.

 
18/08/2014 - L'amore non è una gara di risultati (Paola Baratta)

Questo articolo mi ha fatto pensare. A tutte le volte che ho ritenuto che fare le cose con amore era farle perfette. Che anche io dovevo essere così. Macinare bei voti a scuola. Non dar problemi a casa. Magari lavorare per mettere da parte qualcosa. Fare volontariato. Sono esempi. Che se non avevi l'agenda così piena di belle cose fatte e da fare avevi fallito. Non eri "perfetta". Naturalmente volevi salvare il mondo tu. Ridurre ingiustizie e povertà. Mi fermo un attimo e guardo questa specie di crono programma della filantropia e dell'amore. Tutto ben pianificato. Con un IO gigantesco in mezzo che aspetta solo applausi. Mi viene la pelle d'oca e no. L'amore non è così. È quelle notti che passi insonne accanto al tuo bimbo che suda per la febbre. E il giorno dopo sorridere se sta meglio o andare in fretta dal dottore e con un poco d'ansia. È cercare di fare le cose con il cuore. Donando te stesso. E caso mai fai un disastro.abusi della pazienza altrui per le tue fragilità. Ma hai consegnato proprio il tuo cuore e più di così non si può fare. Anzi. ..non si può dare. Bellissimo articolo.

 
18/08/2014 - non sentirsi buoni ma sentirsi amati... (Franco Maiolati)

Grazie per la chiarezza che porta sul senso della carità, non un fare o non fare, ma riconoscere un amore.