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PADRE OMICIDA/ Di quale Male siamo vittime per accoltellare una figlia di 18 mesi?

A Collemarino (Ancona) Luca Giustini, 34 anni, ha ucciso a coltellate la figlia di 18 mesi, Alessia. L'uomo attualmente è sotto sorveglianza e già si parla di depressione. MONICA MONDO

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Sara, Luca, una bella coppia. Giovani e belli questi ragazzi anconetani sorridenti nelle istantanee che si srotolano in Rete. Le sfogli, provando a captare un’ombra, un tassello che stona nel mosaico splendidamente banale che raccontano. Nulla. Loro abbracciati, timidamente, senza esibizionismi. Coi nonni, giovani anch’essi, che li aiutavano a crescere le loro due bambine, 4 anni e diciotto mesi. Brava gente, che dava una mano a una famigliola di quelle classiche, e benedette: un lavoro entrambi, lei infermiera, lui macchinista alle ferrovie, col posto fisso, insomma, di quelli sicuri; una casetta linda e pittata di fresco, con un balconcino che guarda il mare. 

Cosa manca alla felicità, quando ti girano intorno due frugoletti biondi, in salute, con l’unico desiderio di crescere al sole, di schizzarsi con l’acqua di mare, e lanciarsi la palla e far le formine in spiaggia. La più grande era in spiaggia con la mamma. Si chiederà per sempre quell’anima dolente perché aveva lasciato col padre la più piccola, perché non l’aveva portata sotto l’ombrellone con sé. Forse qualche linea di febbre? Forse troppo caldo? Forse un surplus di attenzioni alla primogenita, che qualche volta accusa un po’ di gelosia, è normale. Forse solo la voglia di godersele una per uno, quelle creature, visto che è domenica e il papà non lavora. 

Non può rimproverarsi nulla, la madre: perché nulla poteva far presagire quella telefonata assurda, la voce discorde del suo uomo, che la chiama, “ho fatto un casino”. Avrà lasciato il rubinetto aperto? La casa allagata? Bruciato una pentola? Cosa può mai fare un padre di poco più di trent’anni. E subito il pensiero alla piccola, Alessia, mentre lui ne pronuncia il nome. Sta male, è caduta? L’ha lasciata sola e si è messa in bocca qualcosa… Ma perché suo padre non urla, non corre, perché mi telefona, se è successo qualcosa. 

Sara è infermiera, gli ha sempre spiegato tutto, conosce tutti i medici, i reparti. Deve aver capito da quella voce lontana e sconosciuta che Luca, suo marito, non era più lui. Si è affidata all’unico altro uomo di cui si fida, suo padre, e insieme si sono precipitati a casa. Ed è il nonno a impersonare la Pietà, a tenere tra le braccia quel fagotto di sangue, a offrirlo agli infermieri del 118 subito chiamati e accorsi. La sua nipotina. Straziata, piena di tagli, lacerata al petto, che non respira. “Fate di tutto, salvatela”. Lo sconcerto a quell’unità mobile di pronto soccorso, come puoi essere preparato a un’urgenza così, come rianimi un cadaverino, come fermi il sangue che non scorre più, perché non c’è più vita a muoverlo. Come riapri quegli occhi, come fai ripartire quel cuore ferito. Su quell’ambulanza, altri cuori si sono ristretti, incapaci di lacrime. Si sono fermati i cuori dei nonni, dei parenti, vicini, e di quella madre, che aveva capito.  


COMMENTI
19/08/2014 - raptus:esiste? (lucia corucci)

Gent.ma Red. Leggo il contributo sulla drammatica vicenda del padre omicida.Io rifuggirei da interpretazioni mistiche o pseudoreligiose e non scomoderei Nostro Signore che,certo,è presente , davvero , nella nostra vita e ci aiuta.Appena ho sentito del fatto e del "presunto"raptus , mi sono ricordata le parole di una mia amica,bravissima psicologa:nn esiste il raptus,nessuno è preso da niente, a monte di certe tragedie c'è sempre un disagio , un problema che , capito,può essere curato...infatti ora si parla di depressione...e qui mi faccio da parte..agli psichiatri ed agli psicologici il compito della diagnosi e della cura...certo un fatto simile sconvolge,ma nn vorrei che si pensasse che possa capitare a chiunque,per il solo fatto di essere fragili figli di Adamo.....di fronte al disagio mentale ci vogliono le terapie....pregare è, secondo me,ben altra cosa......grazie Lucia Corucci

 
19/08/2014 - Non è pazzia, è diavoleria. (claudia mazzola)

Io non so cosa succede nella testa di noi uomini, questi orrori mi confermano che il male esiste dentro di noi e spesso si manifesta con ferocità. Dio ci aiuti noi miseri a stare attaccati al Bene Assoluto Gesù Cristo.