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Cronaca

MEETING 2014/ 1. La lettera: è questione di amicizia, non di "scelta religiosa"

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Certo, questo fa fiorire idee, suggerimenti, proposte, a volte (a causa del nostro peccato) può perfino rischiare di diventare un disegno di potere o di egemonia. Ma è per questo che ci incontriamo: non per consolarci, usarci o riconfermarci, ma per purificarci. Consapevoli che i nostri errori, i nostri peccati, sono una ferita alla strada di tutti. 

Io vado al Meeting, pertanto, perché sono un poveraccio. E non pretenderei mai che il premier venisse per darmi importanza. Per questo parto sereno e contento, ed è per questo che sono rimasto sinceramente commosso dall'affetto che lega Renzi ai suoi amici dell'Agesci: perché vedo che anche lui − come me − prova a fare una strada, che nemmeno lui è stato lasciato solo dal Destino. E questo mi commuove. Perché penso che la stessa cura Cristo l'ha avuta per Maria e per Zaccheo, per il Santo e per il delinquente. E capisco che − proprio per questo − all'inizio del nuovo anno sono io che ho bisogno del Meeting, non il Meeting che ha bisogno di me.

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COMMENTI
20/08/2014 - Non per scelta ma per grazia sì (claudia mazzola)

Io vado sicuramente al Meeting per andare dai miei amici, in particolare legati all'Avsi. Li ho conosciuti grazie a Dio all'incontro con Gesù Cristo e la Chiesa.