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SOCCI E IL PAPA/ Doninelli: ecco la vera differenza tra Francesco e i "crociati"

Pubblicazione:giovedì 21 agosto 2014

Il reporter Usa James Foley poco prima di morire (Immagine d'archivio) Il reporter Usa James Foley poco prima di morire (Immagine d'archivio)

C'è sicuramente una cosa sulla quale io e Antonio Socci (con il quale non concordo praticamente mai) saremo insieme: quando ci chiederanno di calpestare la croce di Cristo in cambio della vita, è molto probabile che ci lasceremo ammazzare tutti e due. Lui avrà più coraggio di me, immagino: sarà più spavaldo, ma io lo seguirò, perché seguire è la più grande delle risorse per i poveracci. Sempre che si sia leali con la verità. E io intendo esserlo fino alla fine. 

Dico questo non tanto per fare una premessa ai soliti discorsi, ma perché c'è il rischio che tutte le discussioni che ci stanno coinvolgendo a partire dalla tragedia dei cristiani irakeni facciano parte, pressoché in blocco, di uno spettacolo di disperazione come mai si era visto dalle nostre parti. 

Di ritorno dalla Corea, il Papa ha detto due piccole cose sulle quali non smetto di riflettere. La prima, quando ha detto che è necessario "fermare" gli assassini. E ha aggiunto questa strana frase: "Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto". Su questa base ha poi auspicato una risoluzione Onu, ma a me interessa la frase in sé. 

Una sola nazione può infatti agire in base a un solo principio: la forza. E la giustizia non coincide con la forza. Né per "loro" né per noi. Questo non è un principio astratto: è un termometro che misura la temperatura della nostra speranza. Prima di decidere o meno di fare la guerra agli infedeli, domandiamoci per favore qual è la nostra speranza. 

L'immagine che l'islam sta dando di sé stesso in questi anni è di una totale disperazione. La fede è una virtù di pochi (alcuni dei quali, grazie a Dio, ho potuto conoscere), il resto sono solo regole grossolane e una voglia disperata e violenta di riscatto non in cielo, ma qui e ora. 

Isis che cos'è? Isis è il nulla, signori miei. E pensare che il problema, in questa tragica situazione, sia quello di armarsi e partire, be', francamente mi pare far parte dello stesso nulla. 

Per avere espresso posizioni moderate, per avere detto che oggi più che mai il compito della Chiesa è di generare uomini di fede, e soprattutto per "non" aver detto che è tempo di una nuova crociata, mi sono sentito (io come altri) attaccare con ferocia (tra parentesi: il web è pieno di siti e di blog in cui si affollano questi difensori strenui della fede, ma poi nella società non si vede nessun segno concreto della loro presenza).

Ora, io francamente me ne infischio degli attacchi, però non potete impedirmi di vedere, in questa voglia di contrapposizione, la prova generale del trionfo del niente, della disperazione, dello zero umano, la dimostrazione definitiva che gli uomini non contano nulla (su questo, Isis e molti eminenti biotecnologi sono perfettamente d'accordo), ma contano solo la forza e le ideologie e gli imam di tutte le religioni.


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COMMENTI
22/08/2014 - Isis...il nulla!. (Alberto Speroni)

e perchè "fermare"il NULLA allora? poi "fermare"COME? "...mettete dei fiori nei vostri cannoni"? non mi sembra poi che per naufraghi,mafia e corrotti sia stata usata una posizione "moderata"ma si sa lì,in Irak,sono "solo"cristiani"!

 
22/08/2014 - ONU! (Alberto Speroni)

appellarsi all'ONU,è appellarsi alla massoneria,fate un po voi!

 
22/08/2014 - Controcorrente... (Gianbattista Pasinetti)

Pensavo a San Bernardo e la benedizione che egli fece verso la seconda Crociata.. Pensavo al suo termine coniato ad-hoc "malicidio" (uccidere il nemico non poteva essere omicidio). Ora però anche la voce dei Santi in un mondo pronto a gridare in futuro (non troppo lontano) Allahu Akbar.., non conta più nulla e quando ci si aspetta che sia l'ONU a decidere cosa sia bene e cosa male (ma è mai successo?), significa che i Cristiani non hanno più nulla da dire se non appellarsi a istituzioni sovranazionali che fermino l'ingiusto aggressore (senza bombardare, sic!). Il compito dei nostri pastori dovrebbe essere in questo momento da ogni pulpito, una chiamata all'azione di tutte quelle forze che hanno ancora a cuore un briciolo di quella civiltà Cristiana che in tanti modi si vorrebbe annichilire. Chiamata all'azione che potrebbe anche significare azione bellica.. Le persone che ci stanno delle nazioni che ci stanno. A mali estremi, estremi rimedi.. O li combattiamo là oppure dopo un'escalation terroristica in occidente dovremo combatterli qui. Io prego per la pace, ma non ad ogni costo.

 
21/08/2014 - basta (STEFANIA MARELLI)

E' ora che Socci la smetta di criticare il Papa con la scusa che può farlo perché è giornalista e quindi riporta la verità (la sua). Era veramente da tanto che non sentivo mancare di rispetto così al Papa! Socci non si rende conto che mette zizzania all'interno della chiesa e direi che non è proprio il caso. Don Giussani ci ha sempre insegnato il rispetto e l'obbedienza nei confronti dei vescovi e del Papa, è bene che ce lo ricordiamo. Sono d'accordo con te Luca, difendi la tua posizione "moderata" dalla prepotente arroganza di Socci che su fb deride o cancella i commenti delle persone che non la pensano come lui....

 
21/08/2014 - Vin O Sel (selvino beccari)

Grazie per le riflessioni contenute nell'articolo perché portano a ragionare in termini diversi dall'occhio per occhio dente per dente. Non credo che alla sofferenza si debba rispondere con altra sofferenza; peraltro la storia degli ultimi decenni prova l'esatto contrario in termini di efficacia della risposta al male. A volte penso che sia la politica, nel senso più deteriore (quello che porta alla conquista del potere personale) a togliere capacità di discernimento; è come se ci si legasse a degli schemi e non si riuscisse a vedere o capire al di fuori di essi. L'ideologia è proprio l'incapacità di aprirsi al nuovo, di valutare ogni volta le differenti situazioni. L'ideologia dà certezza, consente di prendere posizione e di esprimere giudizi, ma a prezzo della verità e dell'essenziale che invece dev'essere cercato sempre, perchè non si trova una volta per tutte. L'ideologia porta a valutare i fatti ed i comportamenti in termini di corrispondenza all'ideologia ed a demolire violentemente tutto quello che vi contrasta… Ho ripreso il mio commento dopo un po' e non ricordo più. La risposta di Papa Francesco ai tragici eventi sono la più alta e capace espressione di che cosa sia oggi essere cristiani.

 
21/08/2014 - In difesa di Cacciari (Giuseppe Crippa)

Cacciari non si sarà accorto del tramonto dell’Occidente, ma ha notato subito il rischio che papa Francesco possa subordinare la liceità morale di un intervento armato al fatto che venga deciso dall’ONU, cosa che Doninelli qui si rifiuta tranquillamente di discutere e non capisco perché.