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Cronaca

ICE BUCKET CHALLENGE/ E se i gavettoni di Belen & co. uccidessero più della Sla?

Belen Rodriguez (Infophoto)Belen Rodriguez (Infophoto)

Mi spiegava Francesca Gheduzzi, dottore in Fisioterapia e specialista in riabilitazione e formazione dell'aerea pediatrica, che, se allarghiamo lo sguardo a malattie vicine alla Sla, il vero problema è l'inserimento sociale. Tanto più se i portatori di disabilità sono gli adolescenti, cioè i fratelli di quelli che cliccano Belen Rodriguez. Spessissimo, diceva la Gheduzzi, dieci anni di fisioterapia a un diplegico vengono bruciati da pochi giorni a casa: in terapia camminava e adesso dai suoi è tornato in carrozzella. Perché il portatore di handicap non è portatore di un'immagine piacevole: sbava, sta sulla carrozzina. E così rimane da solo tra le quattro mura. La rete sociale del disabile è piccola, minima, i genitori che invecchiano e i fratelli che diventano grandi. Quella rete sociale è corrosa o corroborata dai gavettoni di Belen e Soci? A me sembra che sia come far fare la pubblicità di una cura dimagrante a Giuliano Ferrara. 

La Rodriguez è portatrice di un'immagine piacevole, il down no anche se è sdoganato nei film: vi assicuro che il sabato sera non ci va in discoteca con Alessia Marcuzzi ed Elisabetta Canalis. Sta a casa da solo. Questo tipi di pazienti non li uccide la patologia ma la società che manca. E, se non c'è società, 31 milioni di dollari li bruci lo stesso, ci vuole solo un po' più di tempo. 

Belen Rodriguez, in canottiera e perizoma, un attimo prima di vuotarsi addosso il secchio d'acqua gelida esclama ridendo "ma perché lo devo fare?". Tutti sanno la risposta: per apparire. E noi abbiamo tanto bisogno non di sembrare ma di essere, non di corrodere quella società che dovrebbe aiutare il disabile, ma di costruirla. 

La dissonanza è profonda. Costruire il tessuto della solidarietà con chi sbava e puzza è difficilissimo. Poche ore fa ho allungato qualche euro a un poveretto per strada, e l'ho fatto "basta che se ne va". Me ne accorgo ora mentre scrivo, perché ho provato a ripensare a che faccia avesse e non mi ricordo neppure se era uomo o donna. Di Belen invece il genere me lo ricordo: è donna.

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COMMENTI
23/08/2014 - Conferma (Mauro Leonardi)

Mi dispiace che i nostri VIP e VIPPINI mi abbiano dato così sfacciatamente ragione… Dai VIP italiani vetrina gratis dall' #IceBucketChallenge raccolti 33.000 euro. Quante passate gratis sono in Tv?

 
22/08/2014 - commento (elisabetta galli)

Io credo che sia ingenuo pensare che sia possibile parlare di una malattia, prendersela a cuore, senza parlare o, per lo meno,pensare ai malati. E infatti nessuno ci pensa ai malati. Si bagnano fanno smorfie e nomination di altri prossimi primi attori di video su Youtube. Cosa fa quella malattia alla vita di una persona anvor prima del suo corpo, nessuno tra i gridolini di freddo lo sa. Ma non le chiamassero campagne di sensibilizzazione. Eventi divertenti che non immalinconiscono: come li ha definiti la signora di uno dei commenti. Io però non credo sia possibile parlare di sensibilizzare in un secondo tempo, a portafogli chiusi. Separare coscienze e portafogli non è mai una buona idea. Usare come palcoscenico la Sla come fosse la sigla di una tv privata non è bello. Grazie per l'interessante lettura.

 
22/08/2014 - Risposta a Tiziana Bianchi e Carla Castellani (Mauro Leonardi)

Come per la copertina di Sette a favore della ministro Madia che diceva essere stata Medjugorje la vacanza della sua vita, così io stigmatizzo l’uso di una cosa buona per fomentare il proprio apparire. Il problema, e mi sembra di dirlo chiaramente nel pezzo, non era quando l’ICE BUCKET CHALLANGE era fatto da gente qualsiasi, ma quando è stato strumentalizzato dai vip. Quanto all’immalinconire, prima o poi, trattandosi di disabilità gravi, bisogna arrivarci. Altrimenti si corre il rischio dei soldi di cui parlo nell'articolo, quelli dati al barbone “purché ti togli”. In ogni caso grazie dell'attenzione.

 
22/08/2014 - commento (carla castellani)

Mi sembra bello l'articolo ma bello di una certa ingenuità che davanti ad una malattia e all'urgenza di studi necessari, mi sembra che non ce la si possa permettere. 31 milioni di euro parlano e parlano chiaro. La sensibilità non verrà certo da una doccia gelata di una subrettina o di un politico di grido o altro. La sensibilità non viene però neanche da un sermone o da un discorso illuminato. La sensibilità non te la puoi dare se non ce l'hai e se non la vuoi. Ma puoi tirare fuori i soldi, perché quelli ce l'hai, anche in tempi di crisi. Pochi, ma ce l'abbiamo tutti, ancora. E allora ben venga un'iniziativa festaiola e modaiola per tirare fuori non l'anima ma il portafoglio. Non sarà uno smuoversi di coscienze sensibili ma sono 31 milioni di euro e qualcosa muovono. Certo poi finiscono, ha ragione l'autore, ma poi qualche altro gioco se lo inventeranno.

 
22/08/2014 - scrive Tiziana Bianchi (Mauro Leonardi)

Tiziana Bianca mi chiede di pubblicare a suo nome questo post: Carissimo don, pur condividendo quanto scrivi, parlandone con i miei ragazzi, (occasione di cui ti sono grata), con molta semplicità mi hanno detto che questa non vuole essere e non è una campagna di sensibilizzazione sul problema, ma una geniale trovata per banalmente raccogliere una montagna di quattrini in modo attraente e divertente, capace di propagarsi proprio come un virus: "Mamma, sarà con quei soldi che, poi, tra le altre cose, si potranno organizzare campagne di sensibilizzazione!". Io stessa mi accorgo, occupandomi spesso di raccolte fondi per associazioni di volontariato, che paga molto di più ciò che ti fa sorridere e divertire che non ciò che ti fa riflettere, e magari immalinconire… tuttavia, le due cose non si escludono, e forse non siamo ancora troppo vecchi per non cogliere, al di là di ciò che appare, la sostanza di ciò che può e deve essere! Il denaro può essere un ottimo alleato della coscienza, o il suo peggior nemico.