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Cronaca

ICE BUCKET CHALLENGE/ E se i gavettoni di Belen & co. uccidessero più della Sla?

È diventata virale la sfida dell'Ice Bucket Challenge, farsi un gavettone d'acqua gelata per raccogliere fondi. Pura apparenza che della malattia, in realtà, se ne frega. MAURO LEONARDI

Belen Rodriguez (Infophoto)Belen Rodriguez (Infophoto)

Stavo scrivendo sull'Ice Bucket Challenge per dire quanto è sottile la linea che divide la farsa dalla tragedia, quando arriva la più tragica conferma della serietà della vita: Corey Griffin, co-ideatore di questa moda, è annegato in Massachusetts. Secondo fonti di stampa, il giovane, 27 anni, sarebbe stato vittima di un incidente durante un tuffo, insomma l'acqua che l'ha reso famoso l'ha anche ammazzato. Spero veramente che il gioco si fermi e che Matteo Renzi - diversamente da come si vocifera - non si faccia splashare. 

Come, così brutale e negativo con la secchiata d'acqua gelida che ha raccolto 31 milioni e mezzo di dollari a favore della ricerca sulla Sla? Ma lo sai don Mauro che l'anno scorso nello stesso periodo i milioni erano 1,9? Lo so, e rimango contrario perché esiste una profonda dissonanza tra la farsa del gavettone e il dramma della Sla. Una campagna di sensibilizzazione è qualcosa che dovrebbe rendere sensibili, e qui siamo riusciti a togliere il senso: non nel senso della parola, ma in quello dei cinque sensi. Sla e affini sono patologie di corpi che via via perdono funzioni. Accade di non poter camminare, di non muovere un arto. Subentrano cannule, cateteri, sacche, terapie invasive. Vuol dire tante cose, di cui alcune terribili, anche se semplici e quotidiane, come per esempio non poter andare in gita con la classe o uscire con gli amici. 

L'Ice Bucket Challenge era nata tra la gente qualsiasi per sensibilizzare alla malattia - cioè per rendere "sensibili" - ma da quando si è sparsa in modo virale nel mondo dei vip e dei vippini si parla di questi ultimi e nessuno sa più cos'è il dolore della solitudine e dell'abbandono che quelle malattie creano. Il gioco funziona così: chi viene sfidato ha 24 ore di tempo per rovesciarsi addosso un secchio di acqua gelata, altrimenti deve fare una donazione all'associazione o può fare entrambe le cose. Chi supera la prova conquista il diritto di nominare altre persone. 

Perché diventasse una moda epidemica, naturalmente, è stata decisiva la grancassa dei social. Belen Rodriguez nel video in cui si gavettona, e che in 15 ore ha raggiunto 91.511 "mi piace" e 4.630 condivisioni, nomina altri che per non fare brutta figura e mantenere appeal e visibilità accettano la sfida e pubblicano a loro volta. La Rodriguez ha nominato Elisabetta Canalis, Alessia Marcuzzi e Fedez. L'hashtag #IceBucketChallenge nel momento in cui scrivo è balzato al 3° posto tra le tendenze più seguite di Twitter e continua a salire.

Io sarei felicissimo che si raccogliessero tanti soldi per sconfiggere una malattia ma vorrei che fosse il risultato di una vera sensibilizzazione alla Sla. Mai come in questo caso la patologia ha bisogno molto più di vicinanza, di comprensione, che di denaro (che pure serve). E io temo che di hastag in hastag si perda il senso della raccolta, soprattutto con i giovanissimi, che molto si muovono per emulazione.


COMMENTI
23/08/2014 - Conferma (Mauro Leonardi)

Mi dispiace che i nostri VIP e VIPPINI mi abbiano dato così sfacciatamente ragione… Dai VIP italiani vetrina gratis dall' #IceBucketChallenge raccolti 33.000 euro. Quante passate gratis sono in Tv?

 
22/08/2014 - commento (elisabetta galli)

Io credo che sia ingenuo pensare che sia possibile parlare di una malattia, prendersela a cuore, senza parlare o, per lo meno,pensare ai malati. E infatti nessuno ci pensa ai malati. Si bagnano fanno smorfie e nomination di altri prossimi primi attori di video su Youtube. Cosa fa quella malattia alla vita di una persona anvor prima del suo corpo, nessuno tra i gridolini di freddo lo sa. Ma non le chiamassero campagne di sensibilizzazione. Eventi divertenti che non immalinconiscono: come li ha definiti la signora di uno dei commenti. Io però non credo sia possibile parlare di sensibilizzare in un secondo tempo, a portafogli chiusi. Separare coscienze e portafogli non è mai una buona idea. Usare come palcoscenico la Sla come fosse la sigla di una tv privata non è bello. Grazie per l'interessante lettura.

 
22/08/2014 - Risposta a Tiziana Bianchi e Carla Castellani (Mauro Leonardi)

Come per la copertina di Sette a favore della ministro Madia che diceva essere stata Medjugorje la vacanza della sua vita, così io stigmatizzo l’uso di una cosa buona per fomentare il proprio apparire. Il problema, e mi sembra di dirlo chiaramente nel pezzo, non era quando l’ICE BUCKET CHALLANGE era fatto da gente qualsiasi, ma quando è stato strumentalizzato dai vip. Quanto all’immalinconire, prima o poi, trattandosi di disabilità gravi, bisogna arrivarci. Altrimenti si corre il rischio dei soldi di cui parlo nell'articolo, quelli dati al barbone “purché ti togli”. In ogni caso grazie dell'attenzione.

 
22/08/2014 - commento (carla castellani)

Mi sembra bello l'articolo ma bello di una certa ingenuità che davanti ad una malattia e all'urgenza di studi necessari, mi sembra che non ce la si possa permettere. 31 milioni di euro parlano e parlano chiaro. La sensibilità non verrà certo da una doccia gelata di una subrettina o di un politico di grido o altro. La sensibilità non viene però neanche da un sermone o da un discorso illuminato. La sensibilità non te la puoi dare se non ce l'hai e se non la vuoi. Ma puoi tirare fuori i soldi, perché quelli ce l'hai, anche in tempi di crisi. Pochi, ma ce l'abbiamo tutti, ancora. E allora ben venga un'iniziativa festaiola e modaiola per tirare fuori non l'anima ma il portafoglio. Non sarà uno smuoversi di coscienze sensibili ma sono 31 milioni di euro e qualcosa muovono. Certo poi finiscono, ha ragione l'autore, ma poi qualche altro gioco se lo inventeranno.

 
22/08/2014 - scrive Tiziana Bianchi (Mauro Leonardi)

Tiziana Bianca mi chiede di pubblicare a suo nome questo post: Carissimo don, pur condividendo quanto scrivi, parlandone con i miei ragazzi, (occasione di cui ti sono grata), con molta semplicità mi hanno detto che questa non vuole essere e non è una campagna di sensibilizzazione sul problema, ma una geniale trovata per banalmente raccogliere una montagna di quattrini in modo attraente e divertente, capace di propagarsi proprio come un virus: "Mamma, sarà con quei soldi che, poi, tra le altre cose, si potranno organizzare campagne di sensibilizzazione!". Io stessa mi accorgo, occupandomi spesso di raccolte fondi per associazioni di volontariato, che paga molto di più ciò che ti fa sorridere e divertire che non ciò che ti fa riflettere, e magari immalinconire… tuttavia, le due cose non si escludono, e forse non siamo ancora troppo vecchi per non cogliere, al di là di ciò che appare, la sostanza di ciò che può e deve essere! Il denaro può essere un ottimo alleato della coscienza, o il suo peggior nemico.