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IL CASO/ "Abortite i bambini Down"? Caro Dawkins, la coscienza non è un tweet

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Richard Dawkins (Immagine d'archivio)  Richard Dawkins (Immagine d'archivio)

Se invece un cattolico dice "Dawkins è disumano, per noi accogliere un bimbo Down è stato rispondere ad una chiamata: non possiamo dire di aver scelto di accoglierlo, ma piuttosto di essere stati scelti per accoglierlo", spintona; e Sabrina, che ha gli occhi persi nel vuoto perché ha deciso di abortire ma è disperata, con parole così si sentirà solo più sola e probabilmente abortirà ancora di più. O dire, "sicuramente il cuore del signor Dawkins non ha conosciuto lo sguardo e il sorriso di un bimbo Down" significa usare le parole per costruire muri, non finestre. È difficile, lo so. Io ho sbagliato tanto e lo farò ancora sforzandomi di non farlo. 

So che è difficile perché la donna che abortisce non rispetta la vita del bimbo che aveva in grembo e dare rispetto a una persona che non lo ha fatto, e che magari in quel cammino di cui parlo fa ancora un passo in avanti e due indietro, è difficilissimo. Chiedo aiuto anche alla Chiesa che è madre. È difficile dire a una ragazza che le sto vicino se le ho appena detto che poiché ha abortito è scomunicata (cioè che è fuori dalla comunione, quindi l'esatto contrario). Perché chi ha autorità nella Chiesa non toglie la scomunica dell'aborto e invece la dà ai mafiosi e ripristina quella ai massoni? A me, una roba così, aiuterebbe. Tanto.  



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COMMENTI
24/08/2014 - Cara donna (Paola Baratta)

Carissima donna, Non mi ricordo come ti chiamassi. Ci siamo incontrate in ospedale. Io perché il cuore del mio primo bimbo non aveva mai iniziato a battere. E tu. Ti avevo visto piangere. Mi avvicinai. Una mano sulla spalla: "Coraggio" dico e poi mi son messa a piangere con te. Aspettavamo l'ecografia prima dell'intervento. A un certo punto tu mi dici: "Sai non potevo tenerlo io. Dovevamo fare un trasloco sai e non era proprio il momento." Non ho più parlato. Non ti ho guardato mentre dicevi quelle parole. Odio. Provavo questo per te. Odio. Fui io a "scomunicarmi" dal tuo sguardo mentre dicevi quelle parole. Io vedevo solo me. Il mio dolore. Io che il mio bimbo lo avrei tanto voluto con me e invece no. Come potevi fare questo? Per un motivo così stupido poi? Ho letto l'articolo. E mi vergogno. Mi vergogno del mio odio di allora. E di averti lasciata sola. Ora lo ricordo il tuo sguardo. Smarrito. E ricordo che quelle parole nascondevano altro. Un dolore profondo e innominabile. Quando una donna abortisce vive due morti. E un senso di colpa incolmabile. No. No. Non si può lasciare nessuno solo in un dramma così. Una mamma non lo farebbe con la figlia. E anche la Chiesa dovrebbe stare accanto. Perché Madre. Madre che dice: "stai sbagliando". Ma non ti lascia la mano. Piange con te e di nascosto da te. Prega. Come Monica per Agostino. E aspettare. Rispettare quel personale e a volte dolente cammino verso la Verità. Bellissimo articolo. Pieno di misericordia. Spero trovi ascolto.

RISPOSTA:

Grazie a te Paola, parole come le tue fanno comprendere quanto serve lo sforzo di scrivere. E grazie alle due persone cattoliche di cui ho messo le parole vere in virgolettato. Spero di essere riuscito a trasmettere a loro l'infinito rispetto che meritano, grande almeno quanto le donne che, sbagliando, si indirizzano verso altre vie. Don Mauro Leonardi