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SCOUT/ "Strade di coraggio", il documento: l'Agesci riconosca l'accesso agli omosessuali

Pubblicazione:lunedì 25 agosto 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 25 agosto 2014, 11.14

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Un documento, che la direzione nazionale dell'Agesci ha definito frutto dell'iniziativa di un singolo gruppo e non rappresentativo del movimento stesso, che chiede l'ingresso per tutti negli scout "indipendentemente dall'orientamento sessuale". Nonché maggiore apertura da parte della Chiesa su temi quali omosessualità, divorzio e aborto. Si intitola "Strade di coraggio" ed è stato prodotto da un gruppo scout durante un convegno a Pisa. Il lungo documenta esplicita l'impegno degli scout a servire lo Stato e la Chiesa, offrendo il proprio impegno secondo i valori della fede cattolica. A un certo punto però si chiede "all'Agesci  di  allargare  i  propri  orizzonti  affinché  tutte  le  persone indipendentemente dall'orientamento sessuale possano vivere l'esperienza scout e il ruolo educativo senza sentirsi emarginati". Da tempo a livello internazionale si discute nei vari movimenti scout dell'ingresso degli omosessuali nello scoutismo. Nel documento si chiede poi all'Agesci e alla Chiesa di dimostrare apertura su "temi  quali  omosessualità,  divorzio, convivenza". Si chiede poi alla Chiesa di "accogliere e non solo tollerare qualsiasi scelta di vita guidata dall'amore" e che " l'Agesci  non  consideri  esperienze  di  divorzio,  convivenza  o  omosessualità  invalidanti  la  partecipazione  alla  vita  associativa  e  al  ruolo  educativo,  fintanto  che  l'educatore  mantenga  i  valori dell'integrità  morale" e infine ancora alla Chiesa "di  mettersi  in  discussione  e  di  rivalutare  i  temi  dell'omosessualità,  convivenza  e  divorzio,  aiutandoci  a  prendere  una  posizione  chiara".



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