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CEI/ Mons. Galantino: la Chiesa deve far sentire a casa chiunque ne faccia parte

Pubblicazione:mercoledì 27 agosto 2014

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“La Chiesa deve far sentire a casa chiunque ne faccia parte”. Così ha detto il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, che ha aperto ad Orvieto un convegno sulla liturgia, parlando delle coppie irregolari. E non solo: disabili, malati, poveri, migranti, anziani e bambini devono poter trovare un ambiente accogliente, che accorci le distanze. Monsignor Galantino ha parlato in particolare delle Messe: «Siamo sicuri che nelle nostre assemblee non si facciano davvero differenze tra ricchi e poveri?». È necessario eliminare le barriere architettoniche per i disabili e pensare “a dei posti riservati in Chiesa”. Cambiare inoltre le abitudini: piuttosto che pensare ad una Messa per bambini, pensare invece ad una celebrazione che vede coinvolta l’intera famiglia. Galantino si rifà all’immagine della Chiesa proposta da Papa Francesco: «non è quella della cittadella arroccata in difesa e neppure quella della città immobile che attende di essere visitata». Bisogna poi allontanare il pregiudizio nei confronti di coloro che «si trovano in una situazione matrimoniale irregolare»: sono «cristiani», «fanno parte della Chiesa», ha detto il vescovo di Cassano all’Jonio. E poi uno sguardo ai movimenti ecclesiali che fanno le Messe per conto loro: «Celebrazioni di singoli gruppi che dovessero svolgersi regolarmente - avverte il vescovo - contraddirebbero la natura della domenica». (Serena Marotta)



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