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PALERMO/ Il consigliere comunale: la scienza sbaglia, l’omosessualità è una malattia

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"Chi dice che l’omosessualità non è una malattia? La scienza? Quante volte la scienza sbaglia". A parlare, intervistato da Il Fatto Quotidiano, è il consigliere comunale palermitano del Movimento per l'Autonomia Angelo Figuccia. Già un anno fa, quando il capoluogo siciliano ospitava il Pride nazionale e la giunta Orlando varava il registro delle unioni civili, il consigliere con il suo “Dio ci punirà, lo dimostra anche l’Arca di Noè”, si era guadagnato le pagine dei quotidiani nazionali. Adesso dalle pagine del fattoquotidiano.it spiega il suo punto di vista sull’essere gay: "I motivi dell’omosessualità vengono da traumi psicologici: per esempio avere assistito a violenze sessuali, oppure essere stato avvicinato da bambino da un prete pedofilo”, tuona il consigliere, riaccedendo così le polemiche. E il consigliere si vanta della sua mozione per la celebrazione della "Festa della famiglia naturale": "L’hanno votata colleghi di tutti i partiti, adesso voglio vedere quando Orlando ci dirà di celebrare la nostra festa, dato che lui tifa per il Pride. Io ho scritto anche a Papa Francesco, che però non mi ha risposto: ho spiegato che noi siamo una maggioranza silente e non dobbiamo vergognarci di esprimere il nostro parere contro questo fenomeno, che deriva dalla società malsana, senza valori". E arriva la replica di Luigi Carollo, presidente dell’associazione omosessuale “Articolo Tre” di Palermo. "Vorrei ricordare a Figuccia che non può dire cosa è scientifico e cosa no, dato che questo è un compito che spetta all’organizzazione mondiale della sanità: già 30 anni fa l’idea di Figuccia è stata bocciata, il consigliere se ne faccia una ragione – aggiunge Carollo – Evidentemente l’ossessione di Figuccia è il Pride: nessuno di noi è contrario alla giornata della famiglia naturale, mentre lui intende questa giornata come un baluardo contro il Pride. Il nodo importante però è che la mozione è stata votata da 30 consiglieri comunali su 34 presenti, molti dei quali appena un anno fa si erano espressi per la nascita del registro delle unioni civili: la città in pratica ha fatto un enorme passo indietro". (Serena Marotta)



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