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Cronaca

PAPA/ Spadaro (Civiltà Cattolica): Francesco chiede di aprirci al Mistero, non di fare battaglie

Papa Francesco durante l'ultimo viaggio in Sud Corea (Infophoto)Papa Francesco durante l'ultimo viaggio in Sud Corea (Infophoto)

Il fatto è che il cristianesimo non è una enciclopedia di contenuti e valori, né una lista di battaglie da fare, ma l'apertura alla sorpresa di Dio. Senza l'esperienza della sua presenza, senza l'incontro con la persona di Cristo, il cristianesimo diventa una ideologia rigida. Ma attenzione! Dio è da cercare e trovare dovunque nel mondo. Lui è presente e attivo nel mondo e nella storia. Non è detto che sia dove noi crediamo che sia. Dunque il respiro di Francesco è universale, curioso, aperto, "in uscita". Questa visione tocca anche il concetto identità che nulla ha di rigido. Per lui la nostra identità di cristiani consiste in definitiva nell'impegno di adorare Dio solo e di amarci gli uni gli altri, di essere al servizio gli uni degli altri e di mostrare attraverso il nostro esempio non solo in che cosa crediamo, ma anche in che cosa speriamo e chi è Colui nel quale abbiamo posto la nostra fiducia. L'identità di cui parla il Papa ha dunque un suo fuoco fondamentale sul futuro: essa rivela non solo chi siamo adesso, ma anche che cosa speriamo. L'identità di un cristiano non è una enciclopedia di certezze che generano battaglie ideologiche, ma è la ragione della nostra speranza,un incontro col Signore che è davanti a noi ma che ci spinge da dietro. Come ha scritto nella Evangelii Gaudium non bisogna mai «cadere nel fanatismo scambiato per fervore».

 

Lei non ha l'impressione che il rinnovamento chiesto da Francesco trovi più difficile accoglienza per i cattolici piuttosto che per chi è al di fuori della chiesa? Un po' come se Francesco ci avesse tutti messi all'angolo…

In un mondo complesso e in rapida trasformazione Francesco chiede ai cristiani di essere disponibili a cercare forme o modi per comunicare con un linguaggio comprensibile la novità del Vangelo. La lettera del cardinal Parolin cita l'Evangelii Gaudium quando scrive: «Molte volte è meglio rallentare il passo, mettere da parte l'ansietà per guardare negli occhi e ascoltare, o rinunciare alle urgenze per accompagnare chi è rimasto al bordo della strada» (ibid., 46). Ecco, il Papa chiede una «semplicità» radicale che testimoni il Vangelo anche nella semplicità della nostra vita, nella semplicità del nostro modo di comunicare, nella semplicità delle nostre opere di servizio. La gran parte dei cattolici sente e accompagna i passi di Francesco con entusiasmo, lo vediamo. Una cosa interessante è il fatto che oggi il messaggio del Vangelo tocca luoghi prima difficilmente sensibili. Il fatto che vada "lontano" non sempre si coniuga con il fatto che arrivi integro e completo. Per chi è abituato a una comunicazione istituzionale e formale, "pura", questo è un fatto che disorienta. Soprattutto mi sembra di capire che un messaggio così semplice oggi arrivi alla gente direttamente e senza bisogno di mediatori o di ermeneuti. Anche questo genera malumori. Certamente l'approccio di Francesco suscita resistenze che fanno rumore dentro un perimetro ristretto. 

 

A proposito dei popoli perseguitati dagli islamisti in Iraq e Siria, Francesco ha definito "lecito fermare l'aggressore ingiusto". E si è appellato all'Onu. Qualcuno ha detto che Francesco avrebbe riscritto la nozione di guerra giusta. Oggi si possono opporre le scelte di Giovanni Paolo II a quelle di Francesco in tena di guerra e salvaguardia della persona e dei popoli?


COMMENTI
28/08/2014 - Papa e papà (luisella martin)

Se mio padre - cristiano credente e uomo mite e giusto che entrava in chiesa solo quando non c'era nessuno - fosse ancora vivo, certamente sentendo parlare Papa Francesco avrebbe cambiato atteggiamento verso i preti e la chiesa . Credo che il Papa parli agli uomini di fede per rassicurarli ricordando loro che la chiesa é altra cosa dalle umane beghe di sacrestie. Allo stesso tempo le parole del Papa portano all'unità dei cristiani, alla conversione dei credenti e non, alla pace con le altre religioni; credo che se oggi tornasse Gesù direbbe parole come quelle che dice il nostro Papa.