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PAPA/ Spadaro (Civiltà Cattolica): Francesco chiede di aprirci al Mistero, non di fare battaglie

Pubblicazione:giovedì 28 agosto 2014 - Ultimo aggiornamento:giovedì 28 agosto 2014, 11.08

Papa Francesco durante l'ultimo viaggio in Sud Corea (Infophoto) Papa Francesco durante l'ultimo viaggio in Sud Corea (Infophoto)

Innanzitutto quello di opporre i pontefici l'uno all'altro è sport di circoli faziosi. L'approccio oppositivo o di semplice confronto non rende ragione dell'originalità del momento storico. Circa le parole di Francesco sul Medioriente dovrebbero venire in mente gli appelli di Giovanni Paolo II contro la guerra mossa al dittatore Saddam Hussein nel 2003, ma soprattutto i massacri e la "pulizia etnica" nei Balcani agli inizi e poi alla fine degli anni Novanta. Giovanni Paolo II nel gennaio 1993, in un discorso al Corpo diplomatico, a proposito della situazione in Jugoslavia disse che, se tutte le possibilità offerte dai negoziati diplomatici sono state messe in atto e che, nonostante questo, intere popolazioni rischiano di soccombere sotto i colpi di un ingiusto aggressore «gli Stati non hanno più il "diritto all'indifferenza". Sembra proprio che il loro dovere sia di disarmare questo aggressore». Ancora, un anno dopo, nel gennaio 1994, Giovanni Paolo II spiegò che: «La Sede Apostolica, da parte sua, non cessa di ricordare il principio dell'intervento umanitario. Non in primo luogo un intervento di tipo militare, ma ogni tipo di azione che miri a un "disarmo" dell'aggressore». Ecco la posizione: fermare, disarmare. I bombardamenti e gli interventi ai quali abbiamo assistito in anni recenti non hanno risolto nulla. Anzi hanno creato mostri peggiori con i quali oggi dobbiamo confrontarci. Papa Francesco ha ben presente questa dinamica perversa. La sua iniziativa di preghiera per la Siria in questo senso è stata esemplare, come lo fu quella di Giovanni Paolo II – inascoltata purtroppo – contro la guerra in Iraq.

 

Con riferimento ai rapporti tra cristianesimo e islam: secondo lei è in atto uno "scontro di civiltà"? Perché?

No. Il Gran Muftì dell'Arabia Saudita ha dichiarato che «lo Stato Islamico e al-Qaeda sono apostati». E si è appellato a tutti i musulmani per unirsi nel combattere questa dottrina estremista. Anche il suo omologo egiziano è intervenuto denunciando il Califfato islamico come minaccia per l'islam. Il Gran Muftì turco ha ribadito che le atrocità commesse in Iraq e Siria non trovano posto nella religione musulmana ma sono una malattia della società, non giustificabili nell'islam e in alcuna sua setta. Sulla stessa linea si espresso il Segretario generale della Organizzazione per la Cooperazione islamica.

 

Un'ultima battuta su un "confronto a distanza": Benedetto XVI e Francesco rispetto al Concilio. C'è uno è più "conciliare" dell'altro? In che cosa sono entrambi figli del Concilio?

Ho dedicato un volume proprio al passaggio di testimone tra i due Pontefici dal titolo Da Benedetto a Francesco (Lindau). È stato davvero un passaggio di testimone e non una rinuncia e un'accettazione. Dunque un evento di dimensione spirituale.  Detto questo, nuovamente ritengo inutile, dannoso e poco sensato fare le classifiche e le pagelline. Posso dire che la proposta di Papa Francesco è "profetica". Il profeta è per Congar colui che "conferisce al movimento del tempo il suo vero rapporto al disegno di Dio". In questo senso Papa Francesco è un Papa del Concilio ma non semplicemente nel senso che lo ripete e lo difende, ma nel senso che ne coglie il valore intimo di dinamica di lettura del Vangelo attualizzata nell'oggi, di rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea e alla luce della storia, delle situazioni concrete. E poi, come mi ha detto nell'intervista, «adesso bisogna andare avanti».



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COMMENTI
28/08/2014 - Papa e papà (luisella martin)

Se mio padre - cristiano credente e uomo mite e giusto che entrava in chiesa solo quando non c'era nessuno - fosse ancora vivo, certamente sentendo parlare Papa Francesco avrebbe cambiato atteggiamento verso i preti e la chiesa . Credo che il Papa parli agli uomini di fede per rassicurarli ricordando loro che la chiesa é altra cosa dalle umane beghe di sacrestie. Allo stesso tempo le parole del Papa portano all'unità dei cristiani, alla conversione dei credenti e non, alla pace con le altre religioni; credo che se oggi tornasse Gesù direbbe parole come quelle che dice il nostro Papa.