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Cronaca

L'INTERVISTA/ Card. Bassetti: la Chiesa? Non faccia lobby, ma annunci il Vangelo

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Una richiesta che il Papa ha fatto ai membri della Congregazione per i Vescovi, che sento sempre dentro di me come una grandissima responsabilità, è questa: avere un grande discernimento nella proposta dei candidati. La Chiesa, infatti, ha un grande bisogno di pastori che stiano in mezzo al loro gregge con amore e totale dedizione. Il Papa ci chiede di dare una testimonianza di libertà nei confronti del mondo. Lo stile di povertà e di umiltà si addice ad ogni cristiano. Non solo per un motivo di convenienza, ma perché esso fu lo stile di Gesù che si accostò ad ogni uomo, anche il più misero, rivelando che la vera ricchezza non sta nei beni posseduti, ma nella dignità di essere figli di Dio.

La gente commenta che sentire parlare il Papa è un po' come leggere il vangelo: ha avuto anche lei questa impressione negli incontri con lui, che sappiamo frequenti?
Le gente è affascinata dalle parole illuminanti e toccanti di questo Papa, che si esprime in modo semplice, sì, ma denso di dottrina. È una sapiente semplicità nello stile di San Francesco. Negli incontri con lui ho sperimentato più volte questa capacità di arrivare con semplicità al cuore dei problemi. Ho toccato con mano un'umanità autentica per nulla incline al sentimentalismo. L'umanità di chi, da vescovo, ha vissuto veramente nelle periferie, tra le baracche delle Villas Miserias, sperimentando concretamente la miseria degli ultimi della terra.

Siamo in una grave crisi. A questo proposito, lei recentemente ha detto − questo il senso − che piuttosto che licenziare è meglio avere tutti uno stipendio un po' più basso. Come è stata accolta in pratica questa sua proposta?
Sì, fu un'affermazione fatta il primo maggio scorso, in occasione della visita pastorale ad una parrocchia della periferia di Perugia. Lì per lì questo invito, benché ripreso dalla stampa, sembrò non aver avuto alcun effetto. Oggi invece ho saputo che nello stabilimento della Nestlé-Perugina gli 870 operai hanno rinunciato ad una parte del loro stipendio perché nessuno di essi venga licenziato. Così la solidarietà diventa una cosa concreta e, speriamo, contagiosa...

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