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REFRONTOLO/ Bomba d'acqua nel Trevigiano, quattro morti: escluso l'effetto "tappo"

Pubblicazione:domenica 3 agosto 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 3 agosto 2014, 19.17

(Infophoto) (Infophoto)

BOMBA D'ACQUA NEL TREVIGIANO, MORTI A REFRONTOLO - Non è stato l'effetto "tappo" a causare l'esondazione del torrente Lierza a Molinetto della Croda, nel comune di Refrontolo. Le squadre del Corpo forestale che stanno effettuando il monitoraggio dell'area, si legge in una nota, hanno chiarito "che la quantità di detriti accumulati nel piccolo bacino a monte del mulino, non lascerebbe presupporre un effetto tappo tale da giustificare la quantità di acqua e fango che si è abbattuta sui cittadini". Tutto lascia invece supporre "che proprio la inusuale e smodata quantità di precipitazioni estremamente concentrata nel tempo e nello spazio, in quel bacino caratterizzato da tempi di corrivazione delle acque estremamente brevi, abbia portato alle conseguenze ormai note. È emersa dal sorvolo in elicottero, inoltre, una situazione di effettiva franosità nei territori circostanti il comune di Refrontolo e i sindaci dei comuni interessati stanno valutando l'opportunità di intervenire per bonificare e tamponare alcune zone dove, se continuasse questa allerta meteo, potrebbero verificarsi fenomeni franosi".

BOMBA D'ACQUA NEL TREVIGIANO, MORTI A REFRONTOLO - Sono state identificate le quattro vittime che ieri sera hanno perso la vita durante la festa di paese a Refrontolo, nel Trevigiano, a causa dell’esondazione del torrente Lierza. Poco dopo la tragedia era stata resa nota l’identità di due vittime: Giannino Breda, 67 anni, di Falzè di Piave, e Maurizio Lot, 52, di Farra di Soligo. Solamente poco fa è stato reso noto che hanno perso la vita anche Luciano Stella, 50 anni, di Pieve di Soligo, e Fabrizio Bortolin, 48 anni, di Santa Lucia di Piave. Le quattro salme sono state portate nell'ospedale di Conegliano (Treviso). "Mi unisco con tutta la comunità trevigiana e nazionale al dolore dei familiari delle vittime e auspico la pronta guarigione dei feriti - ha detto Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra - Questo ulteriore tragico episodio determinato dagli straordinari cambiamenti climatici e dalle molte fragilità del nostro assetto idrogeologico deve indurre ad accelerare gli interventi di riassetto strutturale del territorio in funzione della migliore prevenzione di ogni ulteriore disastro".

BOMBA D'ACQUA NEL TREVIGIANO, MORTI A REFRONTOLO - L'esondazione del Lienza, che nella serata di ieri ha provocato la morte di quattro persone nel comune di Refrontolo, sarebbe stata provocata da un effetto "tappo" causato dallo scivolamento nel torrente di materiali vario, tra cui diverse rotoballe di fieno. Il corso del torrente si è quindi interrotto ed è avvenuto lo sversamento. "Per il Veneto quello di oggi è un giorno di lutto totale, e lo sarà anche la giornata dei funerali delle quattro vittime, quando pretenderò le bandiere a mezz'asta ovunque", ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia. "Me ne frego di quello che possono prescrivere i Prefetti - ha aggiunto - davanti a ciò che è accaduto non c'è il dramma di una o più comunità ma di tutta la regione. Su queste cose la solidarietà e il rispetto contano, contano tanto, anche perchè quanto è accaduto ha la valenza dell'alluvione del 2006". Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso "la propria solidarietà alla comunità locale e la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime e l'augurio di pronta guarigione ai feriti". Lo fa sapere il Quirinale in una nota, in cui si legge che il Capo dello Stato "manifesta vivo apprezzamento a quanti si sono impegnati nelle difficili operazioni di soccorso".

BOMBA D'ACQUA NEL TREVIGIANO, MORTI A REFRONTOLO - Altre sette frane si sono verificate in queste ultime ore nella stessa area del Trevigiano dove ieri una bomba d’acqua ha provocato la morte di quattro persone che stavano partecipando a una festa di paese a Refrontolo. I nuovi smottamenti hanno isolato ristoranti e agriturismi, bloccando una cinquantina di persone. Altra gente è rimasta isolata in case di campagna e al momento sono in corso i tentativi per liberarle. In zona Cison di Valmarino uno smottamento ha interrotto la strada provinciale che collega Follina a Cisone e al Molinetto della Croda, bloccando il ritorno a casa di 150 persone che erano state alla festa di Refrontolo. Isolata dalle 23 di ieri sera anche la frazione Farrò di Cison, dove il sindaco ha lanciato l’allarme. "Ogni forma di aiuto per la popolazione colpita sarà contemplata – ha dichiarato il ministro dell’interno Angelino Alfano - coscienti che, purtroppo, nulla potrà essere bastevole a restituire le vittime ai loro cari, ma consapevoli che tantissimo si può e si deve fare per alleviare le condizioni della popolazione e per l'eventuale recupero di altri sopravvissuti". "Grazie di cuore – ha aggiunto Alfano - a tutti coloro che stanno adoperandosi per i soccorsi e ai volontari che danno un contributo essenziale in questa difficile fase. Siamo vicini al dolore dei familiari delle vittime e ai feriti e siamo in campo, con tutte le forze possibili e l'energia necessaria, perchè i soccorsi siano efficaci e veloci, come la gravissima emergenza richiede".

NUBIFRAGIO NEL TREVIGIANO, STATO DI CALAMITA’ ED EMERGENZA - Il violento acquazzone che si è abbattuto ieri sera, sabato 2 agosto, nel Trevigiano ha fatto quattro vittime e una ventina di feriti: a Refrontolo i danni non si sono limitati alle persone, ma il tendone, le macchine e tutti gli stand allestiti sono stati letteralmente spazzati via, anche lontano dal luogo dell’esondazione del torrente Lierza. Proprio per questo motivo le forze dell’ordine, tra cui il Soccorso Alpino, i Vigili del Fuoco e anche il personale sanitario sono sul luogo per raccogliere le macerie e monitorare la presenza di altre vittime o altri feriti che potrebbero essere stati sbalzati via dalla forza del nubifragio e dell’esondazione. Anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, si è recato sul posto e ha parlato ai microfoni di SkyTG24, queste le sue parole: “Non riusciamo a dare spiegazioni per questa bomba d’acqua molto localizzata, basti pensare che a poche centinaia di metri, forse un chilometro, non c’è stata nemmeno una goccia d’acqua. Annuncio già che sto redigendo il decreto per lo stato di calamità ed emergenza”.

NUBIFRAGIO NEL TREVIGIANO, QUATTRO MORTI E VENTI FERITI - Il maltempo, questa volta, ha colpito nel Trevigiano, nel comune di Refrontolo, dove circa cento persone stavano partecipando a una festa di paese all'interno di un tendone: il bilancio dei morti è di quattro persone, ma ci sono anche venti feriti, di cui uno in gravi condizioni e ricoverato nel reparto di rianimazione. Una vera e propria bomba d’acqua li ha colpiti verso le 22.30 di sabato e si è riversata all’interno del luogo in cui si trovavano, trascinando alcuni partecipanti nel torrente Lierza, responsabile anche dell’esondazione che è andata a colpire il paese e il tendone. Sono subito accorse le forze dell’ordine, tra cui anche i Vigili del Fuoco e il Soccorso Alpino, che sono stati i primi a recuperare le vittime del violento nubifragio. Il Capo della Protezione Civile di Treviso, Mirco Lorenzin, ha dichiarato che le vittime sono state quattro, ma solamente di due si conosce l’identità: sono state riconosciute come Maurizio Lot, di 52 anni e Giannino Breda, di 67 anni. Gli altri due corpi restano ancora da identificare, dopo che sono stati recuperati con tecniche speciali di soccorso alpino. Tutti i sopravvissuti raccontano che è stata “una valanga di fango” e ovunque c’erano “persone che si aggrappavano ai rami per non finire nell’acqua".



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