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Cronaca

ADOZIONI GAY/ Figlia con due "madri", e adesso chi paga per il "golpe" dei pm?

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Stepchild Adoption: l'esperienza ingleseIn Inghilterra per descrivere questa situazione si parla di Stepchild Adoption, letteralmente "adozione del figliastro" ed è stato proprio questo istituto anglosassone a fare da punto di riferimento per il tribunale di Roma. Ma se le parole hanno un peso, allora quell'espressione "figliastro" deve pur significare un elemento di tensione e di preoccupazione, che andrebbe trattato con ben maggiore prudenza sul piano affettivo, su quello giuridico e sul piano psico-pedagogico. Oltre che nel Regno Unito, la stepchild adoption è consentita anche in quei Paesi europei in cui le coppie omosessuali possono adottare bambini ed è stata successivamente estesa all'adozione dei figli naturali e adottivi del partner. Non sono poche infatti le coppie omosessuali in cui uno dei due partner è stato sposato o comunque ha avuto dei figli dalla compagna o dal compagno con cui conviveva. Ma sono figli che hanno una madre o un padre omosessuali, ma hanno anche un altro genitore che non solo li ha generati ma che si è spesso preso cura di lui o di lei nei primi anni di vita e magari continua a farlo, o continuerebbe a farlo ben volentieri. Sono bambini che hanno nonni, zii e cugini, forse anche dei fratelli ben felici di costituire insieme un nucleo familiare capace di attenuare l'ansia di quel genitore che si preoccupa di ciò che potrebbe capitare al figlio se per caso lui venisse meno. È la sindrome del "Dopo di noi" che colpisce molti genitori che hanno paura del futuro del figlio, nel momento in cui loro non potessero più farsene carico. Ma per questo non c'è bisogno di una stepchild adoption, che già nel termine non lascia intravvedere un futuro del tutto ottimistico...

In ogni caso certa magistratura dovrebbe avere un maggiore rispetto per la legge attuale e per la legge in studio in Parlamento: non ci serve creatività, ma certezza del diritto!

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COMMENTI
30/08/2014 - spero che qualcuno mi ascolti (Alberto Pennati)

Ringraziando il Sig. Cerofolini, resto però ancora in attesa che la sig.ra Binetti o questo autorevole quotidiano facciano i nomi di questi dipendenti statali.

 
30/08/2014 - Concordo con Pennati (Carlo Cerofolini)

Concordo con quanto scritto dal lettore Pennati!

 
30/08/2014 - un sacco di parole..ora basta! (Alberto Pennati)

Se è vero che questi magistrati si sono sostituiti al Parlamento e hanno calpestato la Costituzione (ed è così), anzitutto si facciano i nomi di questi dipendenti profumatamenti pagati dallo Stato (troppo facile scrivere il tribunale di Roma...) e che si arrestino e si processino. Altrimenti anche quelle della sig.ra Binetti sono solo parole, parole, parole, che continuano a prendere in giro, vero?