BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ADOZIONI GAY/ Figlia con due "madri", e adesso chi paga per il "golpe" dei pm?

Pubblicazione:sabato 30 agosto 2014

Infophoto Infophoto

Mentre in Senato si discutono da mesi i diversi ddl che riguardano le coppie di fatto e in Consiglio dei ministri si affronta la riforma della giustizia, con la piena consapevolezza della complessità dei problemi in questione, il Tribunale di Roma decide, per la prima volta in Italia, di dare a una bambina due madri, sulla base di un "matrimonio" contratto all'estero dalle due donne. Con una spigliatezza che sorprende chi conosce la delicatezza del tema e con la disinvoltura a cui la magistratura cerca di abituarci, si è contemporaneamente bypassato il potere legislativo del Parlamento e la stessa Costituzione democratica. 

Nella riforma della magistratura, parte integrante del decreto giustizia, vorremmo che emergesse con chiarezza come non sia più tollerabile l'atteggiamento profondamente ideologico di quanti ritengono che l'articolo 101 della Costituzione non li riguardi più: la loro responsabilità non è garantire che la legge venga applicata, ma fare la legge, sostituendosi al Parlamento e anticipandone gli orientamenti fino a forzarne le decisioni. Dipendesse da alcuni di loro non solo andrebbe fortemente ridimensionato il Senato ma si potrebbe fare a meno della stessa Camera dei deputati, stralciando in via definitiva l'articolo 70 della nostra Carta costituzionale, che fino a prova contraria assegna il potere legislativo a Camera e Senato. La stessa Carta costituzionale all'articolo 29 prevede, almeno finora!, che il matrimonio avvenga fra un uomo e una donna. 

E se con la sentenza di oggi hanno stabilito che una bambina può avere due madri, sulla base di un "matrimonio" contratto all'estero, la prossima volta quando stabiliranno che un figlio può avere due padri, avranno contestualmente riconosciuto anche la pratica dell'utero in affitto. E nulla vale che si ricordi come questo sia uno dei punti esclusi dalla legge 40 e oggi al centro del dibattito sulla fecondazione eterologa, a tal punto da richiedere una nuova legge per fare chiarezza in un campo delicatissimo come quello della procreazione umana. Ma neppure questo fatto ha suscitato un qualche interesse nei magistrati del Tribunale di Roma. Non il rispetto delle leggi vigenti, non il lavoro del Parlamento, non l'impegno del Governo, solo una radicale autoreferenzialità che indice a credere che ogni desiderio possa trasformarsi in legge a colpi di sentenze. 

Ed è proprio questa la magistratura che non vogliamo, perché invece di essere garante del diritto, si mostra totalmente permeabile all'arbitrio del desiderio individuale, ignorando ad esempio che la maggioranza del Paese è contrario alle adozioni omosessuali, e proprio questo è uno dei nodi del dibattito sulle unioni di fatto al Senato. 

Sono cinque i disegni di legge sul riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto in discussione al Senato , da quello targato Pd dei senatori Manconi e Corsini, ai due di Forza Italia, rispettivamente a prima firma Mussolini e Alberti Casellati; c'è poi quello di SEL a prima firma Petraglia e perfino quello di Carlo Giovanardi, ma nessuno di loro prevede l'adozione e coerentemente anche il testo unificato proposto dalla Cirinnà non lo prevede. Ma questo non ha scalfito i magistrati del Tribunale di Roma, anzi forse hanno pensato che in questo modo avrebbero potuto influire meglio sul futuro disegno di legge, ignorando che lo stesso premier ha affermato che "il ddl Cirinnà sarà superato perché anche in questo campo vedremo una proposta ad hoc del governo, pronto a prendere una sua iniziativa". Ma nemmeno Matteo Renzi ha mai parlato di adozioni per le coppie omosessuali.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
30/08/2014 - spero che qualcuno mi ascolti (Alberto Pennati)

Ringraziando il Sig. Cerofolini, resto però ancora in attesa che la sig.ra Binetti o questo autorevole quotidiano facciano i nomi di questi dipendenti statali.

 
30/08/2014 - Concordo con Pennati (Carlo Cerofolini)

Concordo con quanto scritto dal lettore Pennati!

 
30/08/2014 - un sacco di parole..ora basta! (Alberto Pennati)

Se è vero che questi magistrati si sono sostituiti al Parlamento e hanno calpestato la Costituzione (ed è così), anzitutto si facciano i nomi di questi dipendenti profumatamenti pagati dallo Stato (troppo facile scrivere il tribunale di Roma...) e che si arrestino e si processino. Altrimenti anche quelle della sig.ra Binetti sono solo parole, parole, parole, che continuano a prendere in giro, vero?