BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ I parà cantano l'inno fascista, noi "regaliamo" le teste al boia

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Paracadutisti della Folgore (Infophoto)  Paracadutisti della Folgore (Infophoto)

Sono sotto i nostri occhi e all'ascolto di ottuse orecchie inviti quotidiani alla violenza e all'odio, e stiamo tutti zitti, per viltà o per un'idea di libertà che consente di dire e fare qualsiasi cosa. È la nostra malata idea, non quella adottata dal fanatismo religioso che pretende di eliminarci. Ma ci indigniamo con Magdi Cristiano Allam, che ha osato alzare la voce con la rabbia di chi è ferito dal suo stesso mondo, un mondo che l'ha condannato a morte. Si può non concordare con le sue prese di posizione. Ma se un reato è un reato si sporge querela, ci penserà un giudice. Non un tribunale autoproclamatosi custode della morale e del retto pensiero, neanche se espressione di un Ordine professionale (nato durante il fascismo, anche quello). Eppure tutti zitti, a fare l'uncinetto, mentre si alzano i patiboli, e noi stessi inconsapevoli porgiamo le teste dei condannati al boia.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
01/09/2014 - Oh, mamma mia! (Settimio Carmignani Caridi)

Sinceramente sono convinto che questo Paese non ha un avvenire perché affoga in polemiche stupide. a) La maggior parte dei canti dei vari reparti delle forze armate sono stati scritti nel periodo che va dalla prima guerra mondiale alla seconda (a memoria mi pare che dopo sia stato scritto solo Dimonios della Brigata Sassari); b) Ciò vale anche per le preghiere (qualche anima candida salterà sulla sedia a leggerle); c) il canto in questione è prefascista (allora non cantiamo neppure "ta-pum" e "bombardano Cortina" ... e peggio ancora "Sui monti della Grecia"!); d) Ogni reparto ha una sua storia... e la Folgore ne ha una gloriosa ma indubbiamente legata al periodo particolare nel quale è nata ed ha combattuto (il che non ha impedito ai parà di scegliere di farsi uccidere davanti al "Check Point Pasta" di Mogadiscio senza aprire il fuoco sugli islamisti che si facevano - coraggiosamente - scudo di donne e bambini). Poi, a dirla tutta, coloro che si lamentano di una asserita deriva di destra dei militari arruolati sono gli stessi che volevano l'abolizione della leva obbligatoria... (chi come me è nato negli anni '50... ne ha viste di manifestazioni contro la leva obbligatoria!!!). Ma con l'arruolamento volontario va solo chi vuole andare, motivato da "valori" o "ideali", ovvero per una scelta di occupazione... e quindi è inutile lamentarsi se si arruola solo gente di "destra" o se gli alpini sono tutti ... nati sulle coste del Sud (e si comportano benissimo ugualmente).

 
01/09/2014 - IL CASO (delfini paolo)

Sono d'accordo con Monica Mondo, qui invece di preoccuparci dei tagliatori di teste islamisti che hanno tantissimi simpatizzanti anche qui in Europa e che sono una potenziale bomba ad orologeria, ci preoccupiamo di alcuni soldati che cantano un 'Inno, non composto da "fascisti" tra l'altro, ma dagli Arditi durante la Prima Guerra Mondiale! Svegliamoci, ragazzi!

 
01/09/2014 - Cantare (luisella martin)

I parà cantano! E questo è bello, molto bello! Hanno ancora voglia, tempo, forza, coraggio e speranza per cantare; per cantare, infatti ci vuole il coraggio degli uomini e donne veri, che è diverso dal coraggio che serve per prendere la penna in mano o per invocare una legge, una norma, una morale. Quando mi metto a cantare il mio cane mi si avvicina e "canta" con me anche lui! Anche i cani capiscono la differenza tra il canto e il parlato...

 
31/08/2014 - GIUSTIFICAZIONISMO SCONCERTANTE (TIZIANO SGUAZZERO)

Il giustificazionismo neppure mascherato dell'autore dell'articolo nei confronti dell'inno fascista cantato dai para lascia sconcertati. Non si tratta infatti di una bravata ma di un costume consolidato, di una intollerabile vicinanza a un'ideologia violenta e distruttiva che ha portato il nostro Paese a esiti catastrofici. Non va neppure dimenticata la XII disposizione transitoria della Costituzione, che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista. In quanto al superamento e all'archiviazione del conflitto tra opposti colori politici (rosso/nero) lascia il tempo che trova, in quanto non è pertinente rispetto alla notizia che viene commentata. Dubito fortemente che qualche reparto dell'esercito italiano sia solito cantare l'Internazionale o Bandiera rossa. Dubito che le forze armate tedesche tollererebbero che i propri soldati si esibissero cantando inni nazisti. Ma come ben si sa mentre la Germania ha fatto i conti con il proprio passato, l'Italia è molto lontana dall'averlo fatto.

 
31/08/2014 - L'Ordine (?) dei Giornalisti (Giuseppe Crippa)

Effettivamente la vicenda del canto dei parà non è di grande rilevanza mentre quella del possibile provvedimento disciplinare dell’Ordine dei Giornalisti contro Magdi Allam è cosa di ben altro peso. Però questo articolo dedica quaranta righe alla prima e soltanto otto alla seconda…