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BIMBO DOWN ABBANDONATO/ Utero in affitto, i genitori si difendono: non sapevamo esistesse Gammy

Un gemello down nato da madre surrogata è stato abbandonato dalla coppia australiana. Oggi sono arrivate le dichiarazioni del papà australiano: sapevamo di un solo bambino.

(Infophoto) (Infophoto)

BIMBO DOWN ABBANDONATO: I GENITORI SI DIFENDONO - Ormai la storia di Gammy, gemellino nato con la Sindrome di Down e una malformazione congenita cardiaca da una madre surrogata thailandese, ha fatto il giro del mondo. Gammy ha una sorellina, sana, che è stata presa dalla coppia australiana che aveva affittato l’utero di sua madre, Pattaramon Chanbua. Da una parte quest’ultima ha dichiarato che la coppia australiana ha abbandonato il maschietto nato malato, non rivolgendogli nemmeno uno sguardo quando sono venuti a prendere la sorellina, e limitandosi ad acquistare il latte in polvere per la bimba sana: la giustificazione della coppia per aver preso solo uno dei gemelli sarebbe stata la loro età (ormai prossima ai 50 anni) e la difficoltà nel prendersi cura di due bambini, sempre secondo quanto riporta la donna thailandese. Oggi, invece, è arrivato l’appello del padre australiano, che ha espressamente richiesto di rimanere nell’anonimato: l’uomo ha dichiarato di non aver mai saputo dell’esistenza di un secondo bambino dal medico dall’agenzia con la quale hanno organizzato per affittare l’utero. In più, spiega sempre il papà australiano, rivela di aver avuto non pochi problemi nei contatti con questa agenzia che oggi sembra essere scomparsa nel nulla. Intanto, Gammy rimane la sua mamma biologica ed è stata aperta una raccolta di fondi, a cui già tantissimi hanno aderito, per fare in modo di poter curare a dovere la patologia cardiaca congenita con cui è nato: il piccolo, a quanto riportato dal quotidiano australiano Sidney Morning Herlad, si sarebbe recentemente ammalato anche di polmonite e le sue condizioni sarebbero gravi. La solidarietà sul web è sempre maggiore e anche l’indignazione per tutta la vicenda, specialmente in Australia, dove Tony Abbot, il premier australiano, ha dichiarato che tutto ciò è davvero “molto triste”, e dove sembra che la vicenda abbia scosso particolarmente il Governo, tanto che si potrebbe modificare il testo della legge dove si sancisce la libertà di usufruire di questo servizio all’estero. 

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