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LA STORIA/ La bambina di 5 anni che ci insegna a stare davanti al senso della vita

Pubblicazione:lunedì 4 agosto 2014

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Il pianto dirotto di un bambino di pochi anni. Il pianto dirompente, senza freni, senza inibizioni, senza la capacità di fermarsi. Se è vero che il pianto è sempre o quasi una richiesta di aiuto, il pianto di un bambino di 5 anni è un urlo capace di gelare le ossa di chiunque ci si trovi davanti: è talmente totalizzante la richiesta che arriva da quel pianto che ci si sente  impotenti come forse in nessuna altra occasione della vita. Fermare il pianto di un bambino è quasi operazione impossibile, ci si può riuscire in un solo modo: con un abbraccio, forte e rassicurante, che faccia capire a quel bambino che non sarà mai solo.  Che è quello che comunque anche qualunque adulto in lacrime vorrebbe, ma la maggior parte delle volte quando si è adulti sia chi sta piangendo che chi gli sta di fronte si sente incapace: di chiedere aiuto e di dare quell'aiuto. Il bambino invece non si ferma.

 

Sadie piange in modo irrefrenabile. Non vuole che il suo fratellino di pochi mesi cresca. Lo stringe come già fosse una mamma, e avvicina la sua fronte a quella di lui, con tenerezza infinita. E' troppo carino, mormora tra le lacrime, amo il suo piccolo dolce sorriso, aggiunge. Non voglio che diventi grande, continua a implorare. Sadie sta chiedendo l'impossibile, ma non lo sa. No invece: con una coscienza di sé che ha dello stupefacente per un bambina di soli 5 anni sa benissimo cosa sta succedendo. E' per quello che piange: piange per il fratellino che vorrebbe sempre così tenero e piccolino, ma piange anche per se stessa. In maniera misteriosa quella bambina sta provando fino nella carne la sua condizione, quella di tutti gli uomini e di tutte le donne. Infatti a un certo punto con stupefacente lucidità lo dice pure: non voglio morire quando avrò cento anni.

Cento anni: per lei una età immaginifica e impossibile, che rappresenta tutto il mistero dell'esistenza, una età lontanissima. Ma nonostante questa ha capito quale è la sua condizione finita di essere umano, destinato alla morte. E ha paura, ovviamente. Così sta chiedendo aiuto, con quel suo pianto che ha fatto il giro della Rete visto in pochi giorni su youtube da oltre otto milioni di persone.

 

Chissà quante di queste hanno capito cosa sta succedendo, in quello che non è un capriccio di marmocchio, ma una lucida affermazione di sé? Quando si diventa adulti ci si dimentica o si cerca di dimenticare a ogni costo la morte, la propria finitezza. Ci si circonda di banalità, di iPhone, social network, macchine, donne, amanti. La morte è stata cancellata e il tempo che passa portandone la paura è una maledizione. Ma Sadie lo sa che la realtà è altra, e come ogni bambino non mente e non fugge, per questo Sadie piange. Ha bisogno che qualcuno la stringa forte e le rassicuri che la morte può essere vinta, che lei e il suo fratellino resteranno così, meravigliosi e teneri per l'eternità, che la morte non fa paura e che è stata sconfitta. C'è qualcuno che può dirglielo?

 

Un giorno lo scrittore americano Jack Kerouac andò a trovare una coppia di amici che avevano appena avuto un bambino. Loro felici, lui sconvolto, terrorizzato, disgustato, si rifiutò di prenderlo in braccio, di guardarlo soltanto. Poi si mise a piangere, un pianto diverso da quello di Sadie. Piangeva denunciando l'orrore di mettere al mondo qualcosa di così bello, come il fratellino di Sadie, quando già si sa che un giorno dovrà morire, magari appunto a cento anni di età, magari prima. Comunque morire. In quel bambino appena nato Kerouac, nella sua disperazione, vedeva già il ghigno della morte. Vedeva già un cadavere. Perché mettere al mondo qualcuno che poi dovrà morire?


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COMMENTI
04/08/2014 - commento (Luciano Cavagna)

Grazie Paolo ,è sempre un piacere sentire parole belle,positive e di speranza in un mondo di triste lamento.I tuoi giudizi spesso allargano il cuore e la vista non smettere di essere un testimone buono della realtà della vita ,anche della musica rock ,la tua specialità. con stima Luciano