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LA MOSCHEA A MILANO/ Perché la politica vuol mettere il becco nella religione?

Pubblicazione:mercoledì 6 agosto 2014

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Quando la politica smetterà di voler essere il risolutore, perché non si vuol capire che  il  vero compito della politica è riconoscere le presenze di popolo,  fare i servizi, e fissare  le regole comuni?

Io mi auguro che il bando per i luoghi di culto sia semplicemente per definire le aree adatte, e non per far fare le moschee alla politica, cosa questa che nell’islam è prevista, ma che deve invece essere superata nella nostra democrazia, che si fonda sulla separazione fra Stato e religione. Noi cattolici rispettiamo la libertà religiosa, ma non accettiamo i luoghi di culto misti, come per altro non possono accettarli gli islamici, che considerano la moschea terreno sacro, nel quale non deve essere presente l’infedele. Noi per motivo diverso, proprio per la libertà, che deve essere fondata sulla libertà di essere se stessi, con le proprie identità. Se le identità vengono ridotte per rendere più facile stare assieme, allora è la fine della libertà.     



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COMMENTI
07/08/2014 - LA MOSCHEA NON E' SOLO UN LUOGO DI CULTO (mauro bazzi)

Stimo moltissimo Brandirali, ds sempre ma questa volta devo dire che sbaglia. Dimentica una cosa fondamentale: nell'islam non esiste il "Dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio". Per ogni mussulmano fondamentalista o moderato esiste solo Dio e tutto è di Dio anche Cesare. Come insegna il gesuita Samir Samir, la moschea serve si' come luogo di preghiera ma innanzitutto è luogo di diffusione culturale e politica. Se si dimentica questo semplice verità si pensano le moschee solo come luoghi di religione ma NON LO SONO! Nelle moschee si predica l'odio per i non mussulmani, nelle moschee si discute di affari, nelle moschee si reclutano terroristi ecc. E poi nelle moschee si prega. La costruzione di moschee deve essere trattato come una questione politica e non religiosa!!!!

 
06/08/2014 - Ormai siamo solo "post-cristiani" (Luigi PATRINI)

Nel mio "Cari amici musulmani" (Edito da Marietti nel 2009 e fatto tradurre in arabo dall'Editore - da Camille Eid - l'anno successivo)sostengo che uno dei due capisaldi fondamentali dell'Occidente cristiano è proprio il "Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" (l'altro - il più importante - presuppone questa distinzione!). La prova migliore che siamo diventati "post-cristiani" è proprio nel fatto che questa distinzione tra ciò che è di Dio (tutto!) e ciò che è di Cesare (esercitare il potere per servire l'uomo, aiutandolo a realizzarsi in vera libertà)è ormai incomprensibile per la maggior parte degli stessi politici cristiani. La libertà si fonda principalmente sul riconoscimento della libertà religiosa di ciascuno.

 
06/08/2014 - Religione? Basta mettersi daccordo? (claudia mazzola)

Io mi domando: è venuto Uno che dice di essere il Figlio di Dio e nessuno Gli crede, politici compresi. Ok al pluralismo religioso ma ricordiamoci quale è la Verità.