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LA MOSCHEA A MILANO/ Perché la politica vuol mettere il becco nella religione?

Ieri si è svolto l'incontro tra l'assessore Maiorino e le comunità islamiche di Milano. Secondo ALDO BRANDIRALI l’errore di Pisapia è stato proprio di cercare la soluzione politica...

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L’assessore Maiorino aveva fissato da tempo l’incontro che si è svolto ieri con il variegato mondo della comunità di fede islamica. La questione del luogo di culto si pone da tanto tempo a Milano. Ai tempi del centro- destra io mi sono giocato il rapporto con la mia area politica, perché ho sostenuto il diritto ai luoghi di culto, mentre la mia area politica preferiva non toccare l’argomento. Siamo arrivati sino alla approvazione di una mozione che definiva le condizioni per creare luoghi di culto accettabili sul territorio.  Il principio era quello della molteplicità di soluzioni per permettere il pluralismo delle comunità, diverse fra loro a causa dei paesi di origine o delle differenti letture dell’Islam.

Eravamo nel 2010, è venuta la giunta Pisapia, sono passati tre anni e non si è ancora risolta la questione. E’ stato fatto un primo errore, si è cercato di trovare il soggetto che univa tutti gli islamici al fine di far nascere la Grande Moschea , si è finiti con Davide Picardo, che ha la pretesa egemonica su tutte le comunità, e molte non lo riconoscono. Ha alle spalle l’Arabia Saudita, ma la cosa più preoccupante è che ha con se la parte estremista dell’Islam. L’errore di Pisapia è stato proprio di cercare la soluzione politica, pretendendo l’unificazione. Ma se si fosse fondato su una idea di libertà religiosa autonoma dalla politica avrebbe capito perché io parlavo di luoghi di culto diffusi sul territorio.

Adesso Maiorino durante l’incontro con tutte le comunità ha dato come indicazioni di iscriversi al registro delle associazioni religiose. Siamo dunque al pluralismo?, Attenzione , siamo invece al relativismo, si continua a dire che il registro delle associazioni religiose deve essere di tutte le religioni, si parla di valdesi e protestanti, non si parla per ora della Chiesa Cattolica, ma l’espressione di Maiorino finisce col porre la domanda: anche per costruire Chiese a Milano si dovrà fare parte del registro? E il Comune intende forse mettere insieme diverse religioni, facendo fare i luoghi di culto pubblici? Il rischio di questa impostazione relativista è questo, e si finisce con il non andare incontro alla situazione reale, che è quella che si pone con il mondo islamico, ma a una situazione astratta, per mettere le braghe alla religione.


COMMENTI
07/08/2014 - LA MOSCHEA NON E' SOLO UN LUOGO DI CULTO (mauro bazzi)

Stimo moltissimo Brandirali, ds sempre ma questa volta devo dire che sbaglia. Dimentica una cosa fondamentale: nell'islam non esiste il "Dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio". Per ogni mussulmano fondamentalista o moderato esiste solo Dio e tutto è di Dio anche Cesare. Come insegna il gesuita Samir Samir, la moschea serve si' come luogo di preghiera ma innanzitutto è luogo di diffusione culturale e politica. Se si dimentica questo semplice verità si pensano le moschee solo come luoghi di religione ma NON LO SONO! Nelle moschee si predica l'odio per i non mussulmani, nelle moschee si discute di affari, nelle moschee si reclutano terroristi ecc. E poi nelle moschee si prega. La costruzione di moschee deve essere trattato come una questione politica e non religiosa!!!!

 
06/08/2014 - Ormai siamo solo "post-cristiani" (Luigi PATRINI)

Nel mio "Cari amici musulmani" (Edito da Marietti nel 2009 e fatto tradurre in arabo dall'Editore - da Camille Eid - l'anno successivo)sostengo che uno dei due capisaldi fondamentali dell'Occidente cristiano è proprio il "Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" (l'altro - il più importante - presuppone questa distinzione!). La prova migliore che siamo diventati "post-cristiani" è proprio nel fatto che questa distinzione tra ciò che è di Dio (tutto!) e ciò che è di Cesare (esercitare il potere per servire l'uomo, aiutandolo a realizzarsi in vera libertà)è ormai incomprensibile per la maggior parte degli stessi politici cristiani. La libertà si fonda principalmente sul riconoscimento della libertà religiosa di ciascuno.

 
06/08/2014 - Religione? Basta mettersi daccordo? (claudia mazzola)

Io mi domando: è venuto Uno che dice di essere il Figlio di Dio e nessuno Gli crede, politici compresi. Ok al pluralismo religioso ma ricordiamoci quale è la Verità.