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ETEROLOGA/ Perché al Governo non si rileggono l'Edipo Re di Sofocle?

ALESSANDRA OSTI offre una riflesisone sul tema della fecondazione eterologa e in particolare in merito al testo dell’audizione del Ministro della Salute dello scorso 29 luglio

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Uno dei miti più terrificanti di tutta la letteratura greca, l’Edipo Re di Sofocle, narra di un principe che inconsapevolmente uccise suo padre, sposò sua madre, la bellissima regina Giocasta, ed ebbe da lei una numerosa discendenza; ma la verità sulla identità genetica di Edipo distrusse l’apparente gioia della coppia: la regina Giocasta si tolse la vita mentre Edipo si accecò.

Certo evocare questa tragedia dovendo scrivere di Procreazione Medicalmente Assistita di tipo eterologo è senza dubbio eccessivo, me ne rendo conto, ma è una scelta provocatoria. Forse la saggezza degli antichi può offrirci un piccolo spunto per comprendere da un lato l’importanza della consapevolezza delle proprie origini genetiche e dall’altro lato l’estrema delicatezza non solo giuridica ma anche e soprattutto umana che il puzzle genetico prodotto dalla procreazione eterologa e la presenza di numerosi soggetti coinvolti può provocare.

Leggendo il testo dell’audizione del Ministro della Salute del 29 luglio u.s. si ha l’impressione che ci sia una consapevolezza, sia pur non sempre piena, della estrema problematicità e criticità dell’inserimento nel nostro ordinamento della procreazione eterologa. Una consapevolezza che sembrava invece mancare nella sentenza della Corte Costituzionale 162/2014 che con un tratto di penna (e considerando quasi unicamente i diritti della coppia) ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa contenuto nella legge 40/2004. È dunque necessario attrezzarsi perché, caduto il divieto, non si consumino tragedie moderne. L’attuale Governo accoglie la sfida e intende varare, prima della pausa estiva, un Decreto Legge i cui contenuti di massima sono stati delineati dal Ministro Lorenzin proprio nell’audizione del 29 luglio e che sono frutto anche del lavoro di un Gruppo di Lavoro di esperti guidato dal Consigliere Chiné. Nulla di definitivo, dunque, ma qualche prima osservazione può e deve essere fatta.

L’intento, positivo, è quello di utilizzare una fonte primaria per regolare in maniera uniforme su tutto il territorio la selezione dei donatori di gameti perché, come correttamente rileva il Ministro, la fecondazione eterologa non è una semplice variante di quella omologa, regolata dalla legge 40/2004, ma implica azioni ulteriori che riguardano innanzitutto la selezione dei donatori di cellule riproduttive al fine di tutelare la salute delle coppie riceventi e dei nascituri, attività queste che devono essere autorizzate dalle Regioni e dalle Province Autonome.