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INFIBULAZIONE/ Perugia, bambine mutilate dai genitori: arrestati due nigeriani

Hanno fatto praticare l’infibulazione alle loro figlie minorenni: due coniugi nigeriani sono finiti in manette. I due sono residenti nella provincia di Perugia.

foto: Infophoto foto: Infophoto

Una coppia di nigeriani è finita in manette per aver fatto praticare l'infibulazione sulle loro figlie minorenni. I due sono residenti nella provincia di Perugia e adesso sono ai domiciliari con l'accusa di lesioni personali aggravate. In Italia, con la legge 9 gennaio 2006 numero 7, è stato introdotto l’articolo 583 bis che riguarda proprio le pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili e prevede la reclusione da quattro a dodici anni. Non è chiaro se la pratica sia stata eseguita in Italia o all’estero, ma questo non ha comunque influito sulla decisione del giudice per le indagini preliminari: il reato è stato perpetrato ai danni di cittadini stranieri nati e residenti in Italia. Intanto i carabinieri continuano a indagare per capire chi ha effettuato la pratica. "L'infibulazione è di fatto la peggior forma di mutilazione del corpo femminile", ha spiegato all’Ansa il dottor Saverio Arena, ginecologo presso la struttura complessa di ostetricia e ginecologia azienda ospedaliera di Perugia. Una pratica che non è ritenuta necessaria dal Corano, ma diffusa nei Paesi islamici: Somalia, Eritrea, Egitto meridionale e Senegal. "Consiste nell'amputazione dei genitali femminili ma se ne riconoscono quattro differenti modalità di intervento, che vanno dalla circoncisione fino ad arrivare alla forma completa", ha spiegato il medico. L'infibulazione viene eseguita sulle bambine e così vengono presentate ai futuri mariti: ha infatti il significato di illibatezza. Il danno è "una forte menomazione della donna".

(Serena Marotta)

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