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Cronaca

NUOVI REATI/ Carcere per chi istiga all'anoressia e alla bulimia

Carcere per chi istiga all’anoressia e alla bulimia. Pene salate per chi gestisce o pubblicizza i siti che spingono le adolescenti a questo tipo di disturbi alimentari.

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Carcere per chi istiga all’anoressia e alla bulimia. Pesanti sanzioni per chi gestisce o pubblicizza i siti che spingono le adolescenti a disturbi alimentari di questo tipo: si va da multe che partono da 10 a 50mila euro e un anno di reclusione. Il testo è approdato poche settimane fa in Parlamento a firma della deputata Pd Michela Marzano e prevede l’introduzione di un nuovo reato e quindi di una nuova norma, la 580 – bis del codice penale.  Il testo è composto da tre articoli: il primo ipotizza l’istigazione al suicidio, articolo 580 del codice penale, il secondo e il terzo riguardano misure e fondi per la prevenzione e la cura dei disturbi alimentari. Al centro della questione i siti “pro-ana” e “pro-mia”, che indurrebbero le adolescenti a emulare comportamenti alimentari sbagliati. Già nel 2010 era stata presentata una proposta di legge a firma di Pagliano, Barani, Barbato, Berardi, Biancofiore, De Girolamo, proprio per l’introduzione dell’articolo 580 – bis del codice penale. Intanto in Francia, per esempio, il reato di istigazione all’anoressia e alla bulimia esiste già dal 2008.  Si tratta di una vera e propria piaga sociale: queste malattie stanno contagiando anche bambine tra i nove e i dieci anni. Sono oltre due milioni gli adolescenti a soffrirne, per fortuna in alcuni casi in modo passeggero.

(Serena Marotta)

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