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ETEROLOGA/ Binetti: i soldi diamoli a chi non può far figli per la crisi

Pubblicazione:venerdì 8 agosto 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 8 agosto 2014, 10.04

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I Diritti che l’eterologa pone in gioco con particolare evidenza possono essere così sintetizzati: da un lato i diritti del bambino concepito con l’eterologa e dall’altro i diritti del donante.

Tra i diritti del bambino ricordiamo:

1) Diritto di ogni uomo a conoscere le modalità con cui è stato concepito. Quindi anche il nato da eterologa ha diritto a conoscere le circostanze concrete in cui è stato concepito, compreso il diritto ad accedere all’identità della persona che ha fornito ovociti o liquido seminale: il cosiddetto “genitore biologico”. Qualcuno estende questo diritto fino ad includere i dati biografici della rete parentale del “genitore biologico”. La ratio di questo diritto ha una duplice natura. Prima di tutto poter disporre dei dati necessari a conoscere sempre meglio il proprio stato di salute e le eventuali patologie di cui potrebbe ammalarsi. Vanno quindi recepite quelle parti delle direttive europee che disciplinano i criteri di selezione e gli esami di laboratorio per donatori da fecondazione eterologa, aggiornando il decreto legislativo 16/2010 . In secondo luogo rispondere alla eterna domanda dei figli adottati: chi era mio padre o mia madre; o addirittura nel caso della doppia eterologa chi sono i miei genitori biologici e perché hanno voluto generare figli che non hanno voluto o potuto riconoscere… Vanno previsti registri nazionali di donatori e di nati, con una attenta regolamentazione per la gestione e le modalità di accesso, istituiti da una norma primaria, di pari rango alla legge 40 che attualmente disciplina i registri già esistenti sulla Pma.

2) C’è poi il Diritto del bambino a sapere che i genitori biologici che hanno “donato” i loro gameti erano sani al momento del suo concepimento, perché si erano sottoposti agli accertamenti del caso.

3) Il diritto a sapere che si è trattato di donazione gratuita, perché i donanti non hanno avanzato alcuna pretesa in cambio del loro dono. Il decreto 191/2007 all’art.12 prevede che: “la donazione di tessuti e cellule è volontaria e gratuita”. Qualunque indennità è esclusa, come del resto per la donazione del sangue o di altri tessuti e cellule umane.

4) C’è poi il diritto di ogni bambino, e quindi anche del bambino nato da fecondazione eterologa, ad avere una famiglia il più stabile possibile. Una famiglia in cui poter essere accolto, amato ed educato nel miglior modo possibile. Quindi c’è il dovere da parte dei genitori sociali di assicurargli una rete di affetti che non si interrompa neppure nel caso che la coppia vada incontro ad una eventuale separazione, laddove potrebbe insinuarsi l’idea che questo bambino è “biologicamente” figlio solo di uno dei genitori e non di entrambi, per cui colui che è al tempo stesso genitore biologico e genitore sociale è più genitore dell’altro. 


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COMMENTI
08/08/2014 - Fast food e carbonara (Luigi PATRINI)

L'intervento di Paola Binetti è un esempio stupendo di come i cattolici usino seriamente la ragione e vedano la realtà nella complessità e ricchezza dei suoi aspetti. Purtroppo il nostro mondo usa con fatica la Ragione: preferisce il fast food agli spaghetti alla carbonara. C'è troppa fretta... ormai non si torna più indietro! A meno che ...una grande catastrofe ci costringa a rimetterci con serietà davanti alla vita, capendo che i doni di Dio (e la vita è il più grande dono che ci abbia fatto!) sono gratuiti ma non superflui e che con essi Dio ci sollecita ad essere liberi, cioè ragionevoli.

 
08/08/2014 - CORTE COSTITUZIONALE=GIUSTIZIA? (GIANLUIGI PARENTI)

Perfettamente d'accordo, ma aggiungerei anche il diritto dei tanti fratellini embrioni che vengono sacrificati (cioè abortiti, cioè uccisi) perchè si possa arrivare ad avere la nascita di un bambino. Si riprenda in mano e si rettifichi la famosa assurdità firmata dal democristiano Bonifacio Presidente della Corte Costituzionale che decretava maggiori diritti della madre rispetto ai piccolini concepiti: questa è la madre di queste leggi ingiuste! Gianluigi Parenti, medico-ginecologo