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ETEROLOGA/ Binetti: i soldi diamoli a chi non può far figli per la crisi

Per PAOLA BINETTI, milioni di persone, durante la campagna referendaria del 2005, compresero una serie di diritti inalienabili dell’individuo ora rimessi in discussione dalla Consulta

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Il 12 e il 13 giugno del 2005 la legge 40, approvata il 19 febbraio dell’anno precedente, fu sottoposta a referendum abrogativo su quattro dei suoi aspetti più qualificanti, uno dei quali riguardava specificamente il divieto della fecondazione eterologa. I quesiti non raggiunsero il quorum, e la legge 40, il cui titolo esatto è "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita" conservò l’impianto che il parlamento aveva votato con ampia maggioranza, dopo un dibattito dai toni molto accesi.  

Quest’anno laCorte Costituzionale, con la sentenza n.162,  ha invece stabilito che il divieto difecondazione eterologa è incostituzionale, dichiarando l’illegittimità della norma (articoli 4, comma 3; dell’art. 9, commi 1 e 3 e dell’art.12, comma 1) che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta. Le due decisioni della Corte costituzionale a distanza di 10 anni appaiono in netto contrasto tra di loro.

La legge 40 è stata colpita fin dal primo momento da un accanimento distruttivo impressionante e il 30 settembre 2004 furono consegnate alla Corte di Cassazione oltre un milione di firme per il quesito di abrogazione totale e circa 700.000 sottoscrizioni per altri quattro quesiti  che ne chiedevano l’abrogazione parziale. Il 13 gennaio del 2005 la Corte Costituzionale dichiarò ammissibili solo i quesiti di abrogazione parziale della legge. Nel giugno 2005 solo il 25,9% degli aventi diritto andò a votare, decretando in questo modo il fallimento totale del referendum e diverse furono le interpretazioni circa l'alto astensionismo. Ma chi ricorda il clima di quei giorni e l’intensa risonanza mediatica che ebbe tutta la campagna elettorale, non può credere che quella astensione fosse semplicemente occasionale. Era in realtà una risposta chiara e determinata a quello che fu lo slogan martellante di quanti difendevano la legge: Sulla vita non si vota.

Tre quesiti riguardavano la selezione degli embrioni, il loro utilizzo e la possibile distruzione degli embrioni prodotti in vitro. Il quarto mirava a rimuovere il divieto della fecondazione “eterologa”. Ai primi tre quesiti disse di no circa il 12 per cento dei votanti, mentre al quarto i no furono di più: circa il 22,6 per cento: uno su cinque. Non fu una posizione acritica, o peggio ancora una sorta di gigantesca manipolazione delle coscienze da parte della Chiesa cattolica come qualcuno ebbe a dire allora e si ostina ancora oggi a ripetere. Il fatto è che molte persone, milioni di persone, durante quella campagna compresero e misero a fuoco con chiarezza una serie di diritti inalienabili dell’individuo, che vale la pena ripercorrere proprio in questi giorni in cui la recente sentenza della Corte costituzionale e l’intervento ancor più recente del Ministro Lorenzin hanno riacceso il dibattito su questo punto concreto. 


COMMENTI
08/08/2014 - Fast food e carbonara (Luigi PATRINI)

L'intervento di Paola Binetti è un esempio stupendo di come i cattolici usino seriamente la ragione e vedano la realtà nella complessità e ricchezza dei suoi aspetti. Purtroppo il nostro mondo usa con fatica la Ragione: preferisce il fast food agli spaghetti alla carbonara. C'è troppa fretta... ormai non si torna più indietro! A meno che ...una grande catastrofe ci costringa a rimetterci con serietà davanti alla vita, capendo che i doni di Dio (e la vita è il più grande dono che ci abbia fatto!) sono gratuiti ma non superflui e che con essi Dio ci sollecita ad essere liberi, cioè ragionevoli.

 
08/08/2014 - CORTE COSTITUZIONALE=GIUSTIZIA? (GIANLUIGI PARENTI)

Perfettamente d'accordo, ma aggiungerei anche il diritto dei tanti fratellini embrioni che vengono sacrificati (cioè abortiti, cioè uccisi) perchè si possa arrivare ad avere la nascita di un bambino. Si riprenda in mano e si rettifichi la famosa assurdità firmata dal democristiano Bonifacio Presidente della Corte Costituzionale che decretava maggiori diritti della madre rispetto ai piccolini concepiti: questa è la madre di queste leggi ingiuste! Gianluigi Parenti, medico-ginecologo