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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 8 agosto, si festeggia San Domenico di Guzman

Il giorno 8 agosto, la Chiesa Cristiana ricorda e onora San Domenico Di Guzman, fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori. vediamo la sua storia.

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Il giorno 8 agosto, la Chiesa Cristiana ricorda e onora San Domenico Di Guzman, fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori. San Domenico Di Guzman nacque a Caleruega, in Spagna, nel 1170 da Feliz di Guzman e Giovanna d’Aza. Suo padre era un ricco proprietario terriero, mentre la mamma si dedicava con passione alle opere di bene, aiutando i più poveri e bisognosi. Il suo nome è legato a San Domenico di Silos, la cui abbazia si trovava a poca distanza dal suo paese natale. Lo zio materno, uomo di chiesa, si dedicò alla sua formazione nei primi anni di vita poi, all’età di circa 14 anni, venne mandato a Palencia dove cominciò a studiare teologia. Nonostante la sua giovane età, si distinse più volte, per i suoi atti di altruismo e pietà. Durante la carestia decise di vendere le pergamene sulle quali studiava, insieme ad oggetti personali per poter sfamare i poveri. Dopo 10 anni, all’età di 24 anni circa, fu consacrato sacerdote ed entrò tra i canonici regolari della Cattedrale di Osma. Qui, grazie alle sue doti ed alla sua cultura si distinse a tal punto che lo stesso Vescovo Diego lo volle con sé durante una delicata missione diplomatica. Furono incaricati, infatti, di prelevare la principessa di Danimarca per condurla in Spagna, dove sarebbe diventata la sposa del principe Ferdinando. Fu in occasione di questo viaggio che i due uomini di Chiesa si resero conto del dilagare dell’eresia catàra e della sua pericolosità. Nel sud della Francia, molte persone, infatti, si stavano allontanando dalla Chiesa ed i sacerdoti erano visti come veri e propri nemici. Dopo un secondo viaggio in Danimarca, Domenico e Diego decisero di recarsi a Roma, da Papa Innocenzo III, per chiedergli di essere destinati alle missioni nel nord Europa, dove erano ancora presenti molti pagani. Ma il papa preferì inviarli nel sud della Francia, proprio presso i catàri. Nel 1206 partirono, dunque, per la Linguadoca come missionari e lì rimasero fino al 1207, anno dell’improvvisa morte di Diego. Nel 1209, a seguito dell’assassinio di un legato pontificio ad opera, probabilmente, di eretici catàri, Innocenzo III indisse la crociata degli albigesi, alla quale presero parte i nobili del nord della Francia. Nonostante Domenico appoggiasse l’operato di Simone di Montfort, comandante della crociata, del quale divenne amico, preferì sempre proseguire la sua opera di predicatore pacifico. Con il tempo fece molti seguaci tanto che a Tolosa nacque spontaneamente la comunità della Sacra Predicazione, riconosciuta dal vescovo Folco. La stima nei suoi confronti, anche da parte di molti ordini religiosi, duramente provati dai movimenti eretici e dalla crociata, crebbe a tal punto che nel 1212 gli fu chiesto di divenire vescovo di Beziers e poi di Navarra. Ma egli rifiutò sempre questi incarichi. Nel 1215 Domenico, che aveva fondato già un primo convento, partì insieme al Vescovo Folco alla volta di Roma, deciso a chiedere al Papa il riconoscimento per il suo ordine. La bolla papale arrivò nel 1216 da parte del nuovo pontefice Onorio III, che gli dimostrò tutto il suo appoggio, nominandolo Maestro del Sacro Palazzo, ovvero teologo del papa. Da allora, fino ad oggi, tale titolo è stato sempre dato ad un domenicano. L’ordine dei Frati Predicatori, caratterizzato da un abito bianco con mantello nero, ebbe un immediato successo. Tantissimi furono i proseliti che ben presto vennero inviati a predicare in tutta Europa, soprattutto nelle più importanti Università. A Roma il primo convento nacque sulla via Appia, presso la Chiesa di San Sisto, poi a Santa Sabina sull’Aventino. Qui, ancora oggi, è possibile ammirare nel chiostro un albero di arancio che, secondo la tradizione, fu portato dalla Spagna a Roma proprio da San Domenico. In un primo tempo l’Ordine si era basato sulla regola agostiniana ma nel 1220 a Bologna, furono definiti i punti salienti dell’Ordine. Essi erano la predicazione, lo studio, la vita in comunione e la povertà. A Domenico di Guzman si deve, in particolare, la venerazione nei confronti della Vergine Maria e la diffusione del Rosario.