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VIAGGIO DEL GUSTO/ Tra Grigna e lago, "Il Ceppo" ci regala la bellezza di Don Pontiggia

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Le sorelle Campidori  Le sorelle Campidori

La bellezza salverà il mondo. Sembra follia ripetere la frase che Dostoevskij fa dire al principe Miškin nell’Idiota, in giorni come questi dove la guerra semina morte e il Mediterraneo ogni giorno accoglie la vita di migliaia di innocenti. Eppure queste parole sono di profonda verità. Lo sapeva bene un sacerdote milanese mancato qualche anno fa, Don Giorgio Pontiggia, che negli anni di “piombo” ha strappato alla cultura dell’odio centinaia di giovani.

La sua proposta? Il cuore di ogni uomo, e più che mai dei giovani, è sete di infinito. La sua vittoria, aver conquistato decine di cuori a questo orizzonte. Quest’uomo, la cui lezione di vita non è avvenuta tra le mura anonime di una sagrestia, ma tra la gente, meglio, impastandosi con la vita della gente, nella scuola in cui insegnava e nel quartiere dove viveva, ci è tornato in mente raggiungendo sul lago di Como, il Ceppo (tel. 031662343) a Valbrona (Co).

Oggi è ristorante elegante, quarant’anni fa era trattoria semplice. Sufficiente sedere ai tavoli della meravigliosa terrazza per capire il perchè quel prete così fuori dagli schemi aveva eletto questo locale a luogo di ritrovo per tavolate gioiose in compagnia, nelle calde sere d’estate. Non per l’essere un locale alla mano, e con prezzi ragionevoli, visto che nella “sua” Milano molte trattorie avevano quelle stesse caratteristiche.

Ma per la vista. Unica. Tra le più belle d’Italia, con lo sguardo che spazia tra Grigna e lago, a perdita d’occhio, fino a Bellagio e oltre. Col sole che al tramonto tinge di rosa i profili delle coste del Lario e delle montagne. E col buio che viene sconfitto dalle luci del grande, affascinante, presepio, che piano piano si accende, man mano che avanza la notte. C’è anima, per quanto sfinita, o cuore, di pietra tanto dura, che possano non cedere alla commozione? L’altra ragione dello spingersi fin qui, l’altra via con cui la bellezza raggiunge tutti: il gusto.

Ora più che mai, visto che ai fornelli oggi c’è un cuoco di valore, Giacomo Nogara. Per voi tris di lago con missoltino e crostone di polenta gialla, alborelle in carpione, e mousse di luccio in foglia di lattuga, poi risotto e persico del nostro lago secondo l’antica tradizione lariana, quindi lavarello spinato croccante profumato all’aneto, per finire poi con golosa bavarese alla liquirizia con salsa di crema di latte e menta. 


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