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RAGAZZO UCCISO DA UN CARABINIERE/ L’autopsia sul corpo di Davide: il proiettile è entrato dal petto

Presto si costituirà "per dire la verità sulla morte di Davide", ma lui su quel motorino non c’era. A parlare, intervistato da Il Fatto Quotidiano, è il latitante Arturo Equabile.

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Per oggi era prevista l’autopsia sul corpo di Davide Bifolco, il ragazzo di diciassette anni ucciso nella notte tra il 5 e il 6 settembre a Napoli, nel rione Traiano, da un carabiniere. L’autopsia, eseguita all’Istituto di medicina Legale del Secondo Policlinico di Napoli, ha dato dei risultati concordi con i primi accertamenti che erano stati fatti sul corpo di Bifolco, ovvero si è confermato che il proiettile che ha colpito il giovane è entrato nel torace, precisamente nell’emitorace sinistro ed è poi uscito dal retro del corpo, ovvero dalla regione lombare destra. Queste osservazioni fanno pensare che il ragazzo, al momento dello sparo, fosse in ginocchio o comunque più in basso rispetto a dove è partito il colpo di pistola. L’avvocato della famiglia di Bifolco, Fabio Anselmo ha affermato: “Alle 12.30 ho assistito insieme con i consulenti all’esame esterno del cadavere. Sono sereno perché per la prima volta noto con soddisfazione che, a differenza di altre situazioni, vi è un totale accordo tra i consulenti: l’esame ha evidenziato il foro di entrata del proiettile in petto ed il foto d’uscita alla schiena”. Infine, nonostante le varie supposizioni, Anselmi ha concluso che per trarre qualsiasi conclusione a è comunque troppo presto.

Un corteo per Davide Bifolco, improvvisato da circa un centinaio di persone davanti al corpo dell’Arma dei Carabinieri Pastrengo, in piazza Monteoliveto a Napoli: questo è quello che è accaduto ieri sera, per ricordare il giovane ragazzo di 17 anni che ha perso la vita nella notte tra venerdì e sabato nel rione Traiano, dopo un inseguimento da parte delle forze dell’ordine. Durante il corteo, i manifestanti hanno osservato un minuto di silenzio per la morte di Davide, e hanno chiesto al Colonnello a capo dei Carabinieri di togliersi il cappello: il Colonnello, vista l’insistenza della folla, si è tolto il cappello prima di iniziare il silenzio, anche se ha precisato che fa parte della divisa, e il portarlo non significa recare offesa a nessuno. In seguito, il capo del corpo dell’Arma dei Carabinieri si è fermato a parlare con le persone che componevano il corteo. Ecco di seguito il video dell’accaduto.

Presto si costituirà "per dire la verità sulla morte di Davide", ma lui su quel motorino non c’era. A parlare è Arturo Equabile, il latitante che secondo la versione dell'Arma si trovava sullo stesso motorino di Davide Bifolco tra venerdì e sabato, la notte in cui il diciassettenne è stato ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere. "Quella sera non ero sul motorino con Davide Bifolco. Non c’ero, lo volete capire o no?", ha detto Equabile intervistato da Il Fatto Quotidiano. "Un’ora prima del fatto – ha raccontato - sono venuti i carabinieri nella casa dove stavo. Erano con le pistole in pugno e gridavano apri, bastardo. Ho avuto paura e sono scappato in un’altra casa. Dopo tre quarti d’ora ho saputo che in un’altra parte del quartiere c’era stata la sparatoria". Equabile al momento è latitante, ma "per un furto che non ho commesso…ho spezzato i domiciliari e i carabinieri sono incazzati con me perché non riescono a prendermi". Il giovane è infatti convinto che i militari ce l’abbiano con lui: "Venivano per prendermi e io scappavo, e loro si incazzavano. Qualcuno diceva che se mi prendevano i carabinieri mi ammazzavano. E io mi chiedo perché hanno ammazzato Davide? Al posto suo potevo esserci io. Ma i carabinieri o la polizia hanno tutto il diritto di arrestarmi se mi trovano, non quello di uccidermi", ha detto ancora a Il Fatto Quotidiano. Presto comunque si costituirà: "Giuro che lo farò, aspetto solo che il mio avvocato mi porti il fascicolo. Mi costituirò per dire la verità sulla morte di Davide, ma i carabinieri devono arrestarmi non spararmi. Ho paura, voglio che nessuno mi faccia del male, non voglio fare la fine di Cucchi…".

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