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Cronaca

IL CASO/ Biagio Conte, quando lo Stato "uccide" la carità

Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e Carità (Immagine d'archivio)Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e Carità (Immagine d'archivio)

La storia della Missione Speranza è carità è emblematica da questo punto di vista.

Negli anni scorsi ha goduto del sostegno anche di Regione, Provincia e Comune. Ma ora proprio queste, dopo che per anni hanno ignorato le forme non sempre a norma di legge con cui hanno potuto in poco tempo dare risposte esaurienti a enormi bisogni, gli hanno voltato le spalle, anzi gli chiedono soldi invece che dargliene.

Il comunicato di alcuni gironi fa inizia così: "Sono stanco di lottare contro i mulini a vento, l'eccessiva burocrazia e l'indifferenza che mi opprimono e mi schiacciano quotidianamente, siamo ormai al limite delle forze fisiche e mentali". Chi lo conosce bene ha fatto fatica a riconoscerlo in queste parole. Indomito lottatore per piegare proprio le istituzione ai bisogni dei più poveri ha dovuto ammette che sono proprio le istituzioni i suoi più duri nemici. E in effetti gli esempi in questi anni si sono moltiplicati. Innanzitutto sono venuti meno da due anni i finanziamenti che Regione e Comune con regolarità erogavano. Nel 2010 il Comune di Palermo inviò alla Missione una cartella della Tarsu di oltre 60.000 euro, chiedendo anche gli arretrati per un locale che tutti sanno occupava abusivamente da tempo. Una banca gli ha finanziato un impianto foto voltaico, ma non può essere allacciato alla rete perché la Missione non è titolare di quell'immobile. L'ultimo sfogo è per quanto accaduto a fine giugno: il furto del camper con cui venivano accompagnati in ospedale i malati residenti nelle tre strutture. Nessuno lo ha aiutato a ritrovarlo e nessuno gli ha dato una mano per ricomprarlo. E come se non bastasse dopo la comunicazione della sua decisione gli è stata notificata una cartella esattoriale di 84.447,57 euro.

Le tre strutture ospitano oltre 1.000 persone, hanno un ambulatorio medico ove si alternano decine di volontari specializzati, ha alcuni laboratori per le necessità interne (falegnameria, meccanica, tipografia, ecc), è meta, soprattutto durante l'estate, di centinaia di studenti che vi svolgono campi di lavoro, è sostenuta stabilmente da associazioni solidaristiche di settore (Banco Alimentare, Caritas, Banco farmaceutico, Parrocchie, ecc.).

Fratel Biagio ha scelto il 4 settembre, festa di santa Rosalia, per comunicare la sua decisione. Su Monte Pellegrino si è unito alle migliaia di fedeli raccolti in preghiera. Ha ricevuto tanta solidarietà umana che si è subito concretizzata nella raccolta di alcune migliaia di euro; le istituzioni - rappresentate dal Sindaco - gli hanno promesso l'apertura di un tavolo in Prefettura per affrontare l'intera questione. Nel frattempo ha continuato ad erogare pasti, a distribuire medicine, a consegnare abiti, senza dover esibire bolle di accompagnamento, fatture pagate e versamenti fiscali. In questo le istituzioni sono molto accondiscendenti!