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IL CASO/ Da Yara ad Alberto Stasi, buttiamo il dna e chiamate Montalbano

Alberto Stasi (Infophoto) Alberto Stasi (Infophoto)

Terzo pensiero, per l'ennesima ombra che porta a un brivido, e all'ennesima perdita di fiducia. Se proprio non è il pazzo che se ne va in giro a mozzar teste con la mannaia, non riusciamo più a incastrare sicuramente gli assassini, e ad assicurarli alla giustizia. Guai a incolparne le forze dell'ordine, che svolgono la loro professione sottostimata e sottopagata con abnegazione fin eroica, e non è piaggeria. Eppure c'è qualcosa che non torna, nel sistema giustizia, che temiamo non si risolverà tagliando di quindici giorni le ferie ai magistrati. E senza giustizia aumenta la fiducia dei delinquenti, e l'insicurezza, la paura della gente, cui è già chiesto tanto. Non è un buon segno.

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COMMENTI
12/09/2014 - L'umiltà degli onesti (luisella martin)

Forse i tanti mezzi scientifici a disposizione degli investigatori - un aiuto immediato per identificare il mostro - fanno dimenticare che ciascuno di loro sarebbe capace di commettere quel crimine. Ci si sente lontani dal presunto colpevole, mentre per scoprire l'autore di un delitto é necessario mettersi nei panni del criminale, anticiparne anche le mosse: così hanno fatto i grandi investigatori! Ce lo ha ricordato il Papa recentemente parlando dei detenuti; senza umiltà nemmeno il tenente Colombo trova il colpevole!