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Cronaca

ORSA DANIZA/ Un caso così "umano" che ci fa dimenticare le suore del Burundi

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Ora, se succede che ai motori di ricerca risulta molto più facile trovare l'orsa che le suore; se c'è chi con l'orsa Daniza si è cambiato l'immagine del profilo; se scrivere, come fa Chiara Geloni, che salvare un passerotto o un bambino abbandonato non è la stessa cosa e fa scoppiare la caccia alle streghe, vuol dire che ci sono dei problemi. 

Potrei raccontare che nel mio quartiere chiudono i negozi di alimentari al dettaglio e siamo al terzo, dico terzo, negozio-boutique per cibo e accessori per animali. Potrei raccontare di Esmeralda, venuta in Italia dal Venezuela a sopravvivere - non scendo in particolari sui modi che aveva trovato - e che un anno fa aveva due occhi così quando al Colosseo faceva i conti in tasca alle gattare e pensava ai fratellini che aveva lasciato senza cibo in Venezuela. Ma io, questi discorsi non voglio farli, perché non voglio scivolare dalle parti della Caritas, del religioso, e del discorso anima-corpo. 

È parlando degli animali che voglio dire che la morale e la giustizia sono una cosa seria. Se un cane levriero rimane paralizzato per malattia, è etico costruirgli attorno un carrello che funga da sedia a rotelle, e condannarlo a trascinarsi così per il resto della vita? È indubbio, che se l'emiparesi accadesse a mio figlio la domanda non si porrebbe neppure, ma il cane siamo sicuri che lo voglia? In quel carrello-sedia a rotelle c'è rispetto verso l'animale? o forse i padroni sono troppo attenti a tutelare la dimensione umana del loro modo di voler bene a degli animali? Ci poniamo il problema della qualità di vita nel "fine vita" e non ce la poniamo trattando un animale come fosse un uomo? Chi ha sbagliato nel caso di Daniza, paghi: ma chiediamoci se non stiamo facendo come l'uomo del carrello, se non stiamo trasformando Daniza in una specie aliena, se non la stiamo chiudendo in una storia che non le appartiene.

Da piccole, le bambine giocavano con le bambole. Le vestivano, le cullavano, e le portavano a spasso per il corridoio. Erano bambine ed erano bambole. Non è che i grandi dovevano spiegare alla bambina che la bambola era una bambola. La bambina lo sa che sta giocando a mamma e figlia, e sa come deve trattare la bambola: da bambola. Perché una bambina che gioca con una bambola è una bambina che fa la bambina. Ma se una donna adulta porta in giro una carrozzina con un bambolotto ha perso la ragione. Cosa ci è successo davanti alla morte di un'orsa? Guardiamo la carrozzina del nostro cuore di uomini e chiediamoci, cosa c'è dentro: un'orsa o un essere umano? 

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COMMENTI
16/09/2014 - Paragoni (luisella martin)

Veramente i paragoni li hanno scritti su facebook coloro che hanno insultato l'uomo aggredito da mamma orsa, inneggiando a quest'ultima prima e scandalizzandosi poi. Purtroppo, già dal tempo di Caligola, la differenza tra animale e uomo non era chiara e la supremazia dell'uno sull'altra era affidata alla forza superiore dell'uomo: parlo della legge che permetteva (e permette) lo schiavismo, puniva (e punisce) i reati con tortura, supplizi e morte. E solo Cristo che ha ridato dignità all'uomo; ma quando Cristo tornerà sulla terra, tutta la creazione, uomini animali e piante, vivrà in pace: l'ho letto da qualche parte, non ricordo se nel Vecchio o nel Nuovo Testamento. Spero così di rivedere i miei cari, ma anche il mio cane Napoleone che mi capisce e che, più di tutti noi di casa, merita di vedere Gesù (che forse da bambino aveva un animale domestico!). Dei simpatici orsi so poco, ma quando penso ai capannoni - con la luce accesa tutto il giorno - dove in un esiguo loculo passano la vita facendo le uova milioni di galline, prima di morire, allora divento vegetariana, anzi vegana ... L'Universo e la creazione sono un mistero per noi, ora sulla terra; cionondimeno io credo che la parola che ci rende superiori agli animali, non ci è stata data per dividerci o prevaricarci, ma per amarci.

 
13/09/2014 - mamma orsa (lucia corucci)

Gent.ma Red. Non mi sembra corretto paragonare i due eventi, il martirio delle suore del Burundi e l'uccisione dell'orsa Daniza. Proviamo a capire perché. Sono fatti del tutto inconfrontabili che, uniti, costituiscono una sorta di falso sillogismo, una non corretta addizione. L'ordine degli eventi è totalmente diverso: l'uccisione delle suore è drammatico segno dei nostri tempi, di quella che non esito a definiree una apostasia da Dio, quella dell'esemplare di orso femmina è frutto di poco professionalità e di miopia. Coloro che hanno ucciso Daniza sono gli stessi che si sono adoperati per ripopolare il Trentino con questa specie a rischio, salvo poi non fare come fare quando l'orsa si è messa a fare l'orsa. È ideologia poi dire: più Daniza meno suore nei media. I media, si sa, seguono il momento, puntano allo share.. Bene, teniamo distinti le due cose, ricordando che, in entrambi i casi, c'è un solo animale feroce, l'uomo. Lucia Corucci

 
13/09/2014 - Ma che c'entra? (Guido Gazzoli)

Io credo che a tutto ci sia un limite. Pure a paragonare le due cose. Viviamo in una società dove la vita umana non vale nulla perchè tutto è ridotto ad un prezzo. Viviamo in una Nazione dove ormai, non sapendo affrontare la crisi, il motto è "Si salvi chi può "e ciò porta al poco rispetto degli altri ed una ulteriore perdita di valori. Sono stanco però dei paragoni con gli animali… ecco forse dovremmo essere un pò più animali noi, avere il rispetto delle cose, vivere più in sintonia con i nostri simili. Ho provato e provo orrore per quanto successo alle suore in Africa.. ma fare paragoni con un animale che è in via di estinzione lo trovo… originale. Perché? Semplice… perché l'Africa NON è solo quella dove un pazzo massacra tre suore (e negli Stati uniti? Quanti ne circolano di casi come questi?) ma è sopratutto un Continente DIMENTICATO dove massacri di centinaia di migliaia di esseri umani non meritano neanche una riga di un giornale di provincia, dove Ebola, ma prima AIDS, hanno mietuto e mietono vittime, dove l'indifferenza dell'essere umano è diventata veramente bestiale… non dico animale solo perchè mi viene da pensare di come Oscar Wilde alla fine con i suoi aforismi riflettesse verità che col tempo saltano fuori: "Più conosco l'essere umano più amo gli animali". Ancora non ci rendiamo conto veramente di quanto accada a meno di un'ora di volo da Roma… ma credo che ormai sia troppo tardi… Guido Gazzoli