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IL CASO/ Aborto facile? L'Irlanda dice no all'Onu e insegna all'Italia

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Io non so se le affermazioni dei rappresentanti irlandesi abbiano raccolto consensi e applausi scroscianti, ho il sospetto che non sia successo, sarebbe stato un consenso abbastanza “impegnativo”. Mi basta solo pensare che, anche senza applausi, le affermazioni che sono citate abbiano in qualche modo suscitato, in qualcuno, quella sensazione particolare di aver sentito “qualcosa di vero”.

Non so come finirà, politicamente, questa vicenda, anche se condivido appieno la speranza espressa “con tutto il cuore” da Mr. Price. Però, sono grato che in Europa esista un popolo come quello irlandese che, nella vita, si senta “invitato alla danza” (e quanto danzano gli irlandesi!). E chi invita alla danza (è Gesù che parla, il Signore della danza) non ha timore a invitare, a coinvolgere, a partire da ogni condizione umana, gioiosa o triste che sia (wherever you may be). 

A noi spetta aderire o no, cogliere l'occasione o no. Gli scribi e i farisei (quelli che vivono per la legge) “they would not dance”, si sono lasciati scappare l'occasione, rimanendo piegati sulle proprie convinzioni di poter salvare il mondo con le proprie mani. Non è un inno alla distrazione (“canta che ti passa”), è un invito a farsi coinvolgere appieno nella vita, per quanto essa possa essere felice o difficile, con la coscienza che è Lui che guida la danza (“I am the Lord of the Dance”). E' una vera occasione di liberazione (altro che l'aborto!). E' l'occasione che hanno potuto cogliere quelle mamme che, di fronte anche a enormi difficoltà, hanno saputo guardare in faccia il loro figlio e accoglierlo. They came with Me, and the dance went on.


(Andrea Natale)

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COMMENTI
15/09/2014 - La dittatura dell'ONU (Giuseppe Crippa)

Grazie per questo documentato articolo. Sarebbe bello poi sapere se ci sono altri paesi che, in questo o in altri campi, sanno opporsi alla dittatura dell’ONU.