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TOP HUNDRED/ I vini "campioni" si sfideranno a Golosaria

Uno dei settori più attraenti del made in Italy è rappresentato dai vini di qualità, espressione affascinate dei diversi territori. MARCO GATTI presenta la "Top Hudred" del Golosario

Premiazione 2013 Premiazione 2013

Dal “patto della crostata” al “patto dei tortellini”. Era il settembre 1997, quando Francesco Cossiga definiva l’accordo sulle riforme costituzionali siglato tra Massimo D’Alema, Franco Marini, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini nel corso di una cena svoltasi nella casa di Gianni Letta, in via della Camilluccia a Roma, evocando il dolce che la signora Maddalena era solita servire agli ospiti. È di questi giorni, ed è settembre 2014, quando Matteo Renzi, a Bologna, ricorre al piatto simbolo della città per indicare la sua volontà di fare squadra con gli altri leader socialisti europei per ottenere dai conservatori la decisione di lasciare le politiche di rigore e rilanciare la crescita. Son passati quasi vent’anni. Una vita. Eppure da allora ad oggi Italia ed Europa non sembrano aver fatto grandi passi in avanti. Anzi. È stato un ventennio “di dieta” progressiva, tant’è che dal “dolce” siamo arrivati al “brodo”.

Che sia urgente cambiare, è evidenza condivisa da tutti. Politici, imprenditori, operai,intellettuali, anziani, giovani. Ma quando è il momento di mettersi in gioco, la musica cambia. Un esempio? Tra i fiori all’occhiello del nostro paese, il vino. A farne uno dei settori più attraenti del made in Italy, innanzitutto l’ottimo lavoro svolto dai produttori, che, dall’offrire ai consumatori nient’altro che “bianchi o rossi” senza identità né carattere, son passati a proporre decine di vini di qualità, espressione affascinate dei diversi territori, con Amarone, Barolo e Brunello a fare da alfieri dell’Italia intera. 

E il mondo della comunicazione di settore che, agli inizi degli anni novanta, ha saputo raccontare al grande pubblico il cambiamento che stava avvenendo tra vigne e cantine. Sennonché, da anni, all’inizio dell’autunno, quando escono quelle Guide che tanta importanza avevano avuto nel favorire la crescita dell’intero mondo del vino del nostro paese, la delusione spesso è cocente. Ne scorri le pagine, e la sensazione è di a volte di deja vu: a essere premiati sempre e solo i soliti noti. A essere oggetto di attenzione, e quindi a essere descritte, sono sempre e solo le solite cantine, già affermate da anni. Una voce fuori dal coro, sono allora i Top Hundred del Golosario «L’oggetto della nostra ricerca – dice Paolo Massobrio – sono i vini autentici. A produrli sono nomi conosciuti, certo, ma il più delle volte produttori sconosciuti, e giovani che han fatto la scelta della terra. Figure che senza il nostro lavoro rimarrebbero ingiustamente sottovalutati." In questi anni, chi si è dedicato all’esame critico dell’enologia italiana, troppo spesso si è limitato a raccontare e proporre i soliti noti. Una scelta legittima, ma che non è stata, e non è, la nostra, in quanto abbiamo ritenuto, e riteniamo, che oltre ai campioni conosciuti, e che valgono, sia bello dare spazio anche a chi, campione, magari, potrà diventarlo in un prossimo futuro. Certo è faticoso, sarebbe più facile premiare sempre le realtà affermate. Ma sarebbe ingiusto, nei confronti di chi opera e dei lettori.. Della serie, anche nella comunicazione, cambiare, e muoversi in modo diverso, si può.